Auto bruciate: indagini a tappeto sul territorio
Le vittime chiedono che venga fatta presto chiarezza: non cederemo alle intimidazioni
PORTO GARIBALDI. Incredulità, ma anche rabbia hanno accompagnato la giornata di ieri di molti residenti a Porto Garibaldi, in particolar modo di coloro che abitano in via Cacciatori delle Alpi e via Sicilia dove nella notte di martedì hanno bruciato volontariamente tre macchine ed una quarta è rimasta coinvolta nell’incendio. «Non sappiamo chi può essere stato - dicono i proprietari dei mezzi - ma sappiamo perché lo hanno fatto e ci siamo già messi a completa disposizione dei carabinieri per fornire ogni dettaglio che potrebbe essere utile».
Intanto i militari stanno portando avanti tutte le indagini del caso e forse un’idea potrebbero già essersela fatta viste anche le diverse testimonianze.
«Non abbassiamo la testa davanti a simili intimidazioni - continuano da via Cacciatori - quello che è successo è un fatto gravissimo in un territorio come quello di Comacchio. Speriamo che si faccia presto luce sulla vicenda e che chi ha commesso un simile gesto venga abbia presto un nome». Ricordiamo che il fuoco è stato appiccato prima a due auto in sosta in via Cacciatori e quindi, poco dopo, sono stati presi di mira due veicoli in via Sicilia.
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