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«Il lavoro da valore a merce in vendita»

«Il lavoro da valore a merce in vendita»

La leader Cgil Camusso: un brutto clima frutto delle politiche del governo, ma le amministrazioni locali ci mettono la faccia

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C’è un unico filo che lega l’annunciata vendita senza rete di Versalis, il licenziamento senza precedenti del delegato sindacale Luca Fiorini e le accensioni senza pace delle torce di Yara: è il disimpegno crescente che sta facendo morire il settore chimico e restringere la sfera dei diritti e delle tutele dei lavoratori.

«Tira una brutta aria», sintetizza il segretario generale della Cgil Susanna Camusso arrivando al Petrolchimico di Ferrara, nella giornata di sciopero nazionale di otto ore per il rilancio del settore e di mobilitazione tutta locale per il licenziamento di Fiorini da parte di LyondellBasell. «È un errore pensare di far ripartire l’economia facendo sentire libere le imprese di fare quello che vogliono. La parola licenziamento la stiamo sentendo troppo spesso», ha esordito attaccando la linea del governo Renzi, in schizofrenico contrasto con l’impegno («e la faccia») che ci stanno mettendo le amministrazioni locali, a cominciare dal Comune (rappresentato dall’assessore con delega al Petrolchimico, Caterina Ferri) e proseguire con la Regione (dove, proprio oggi, è previsto il tavolo sulla chimica con l’assessore Palma Costi). «È la costruzione di un certo clima - ha continuato Camusso - a permettere tutto questo. Per arrivare al licenziamento di Fiorini si è partiti da altri due licenziamenti: il punto è proprio questo, come si vive nei posti di lavoro», vista la volontà neanche troppo velata delle aziende (le lettere inviate da LyondellBasell ai dipendenti sono lì a dimostrarlo) di sostituirsi alle Rsu e sbarazzarsi della rappresentanza collettiva: «Ogni singolo lavoratore si troverà da solo a difendere la sua posizione. C’è il rischio che la Costituzione venga messa fuori dai posti di lavoro e si arrivi a una logica feudale di vassallaggio e servitù, dove il lavoro non è più un valore, ma una merce da comprare». Per tutte queste ragioni «il licenziamento di Fiorini deve essere ritirato, per ripristinare la condizione di diritto, libertà e dignità di tutti i lavoratori». In questa direzione, ha proseguito, ha sempre marciato il modello di confronto e coesione tra mondo produttivo, parti sociali e istituzioni del nostro territorio, lo stesso che si sta ora mettendo in discussione dalle radici anche attraverso il sistematico «mancato rispetto degli accordi da parte di Eni. La vendita di Versalis è un film già visto: è credibile vendere il 70% delle azioni a un Fondo (l’americano SK Capital ndr) senza nessuna capitalizzazione? È lo stesso che è successo con Telecom, e sappiamo come è andata a finire. L’acquirente di Versalis deve essere prima di tutto un soggetto capace di investire a lungo termine, e la maggioranza del controllo deve restare in capo a Eni». Guardare all’interno del Paese, all’intervento della Cassa Depositi e Prestiti è, per Camusso, la strada da intraprendere.

Alessandra Mura

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