«La retroattività del decreto contestata ai più alti livelli»
Mirko Tarroni, il risparmiatore ferrarese rimasto coinvolto nella crisi di Carife, tra i più attivi in queste settimane nella battaglia contro il decreto salva-banche, è stato ospite l’altra sera...
Mirko Tarroni, il risparmiatore ferrarese rimasto coinvolto nella crisi di Carife, tra i più attivi in queste settimane nella battaglia contro il decreto salva-banche, è stato ospite l’altra sera della trasmissione tv “Ballarò”. «Ho notato con piacere che si sta costituendo un fronte che la pensa allo stesso modo sulla retroattività del decreto, cioè sul fatto che siano state applicate anticipatamente per i risparmiatori Carife e degli altri tre istituti nei quali è stato azzerato il valore di azioni e obbligazioni subordinate, le norme del bail in entrate in vigore dall’1 gennaio scorso», commenta Tarroni. L’esponente di Amici di Carife sottolinea che recentemente quell’opinione critica sulla retroattività è stata condivisa da rappresentanti dell’Abi, della Banca d’Italia e della Consob. «Si tratta di opinioni qualificate e rappresentative del nostri vertici istituzionali - rimarca Tarroni - Penso che sia sempre più chiaro, ormai, che chi è rimasto intrappolato in questa incredibile situazione non possa essere definito speculatore, come qualcuno tende a ripetere. Si tratta al contrario di risparmiatori che hanno subito un danno grave e che rischiano di non poter recuperare i loro soldi». E se si parte da qui, con un passo breve si può arrivare a concludere che «anche la distinzione tra risparmiatori che hanno diritto a rimborsi e risparmiatori che non ne hanno diritto non sta in piedi», argomenta Tarroni. In pratica, prosegue, la scelta «dell’arbitrato risulta incoerente. Bisogna cercare altre soluzioni che tutelino davvero chi ha riposto denaro e fiducia, ma senza speculare, nella Cassa di Risparmio di Ferrara. Non si possono cambiare le regole in corsa e a questo punto mi auguro che anche il governo giunga alla stessa conclusione. Noi comunque ci muoveremo per far capire che bisogna rimediare ai danni commessi da quel decreto. Cercheremo contatti con esponenti del governo e proseguiremo la nostra lotta».
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