«Pagami e ti trovo un lavoro»
Argenta, finto imprenditore tenta di truffare un disoccupato ma all’appuntamento trova i carabinieri
ARGENTA. Tenta di truffare un disoccupato promettendogli lavoro e stipendio ma quando va all'appuntamento con la vittima che gli deve consegnare una sorta di "bustarella", trova anche i carabinieri di Argenta che lo arrestano. È finita così la truffa di un quarantaseienne nullafacente di Argenta. Dell’imbroglio, smascherato dai militari dell'Arma della stazione di Argenta, è stato informato il magistrato di turno che ha disposto gli arresti familiari. Ieri c'è stato il processo per direttissima con la convalida dell'arresto, il rinvio ad aprile del processo e la rimessa in libertà. L’argentano si spacciava per imprenditore, proprietario di un'azienda di impiantistica e con la necessità di assumere del personale con la promessa di un salario. La proposta fatta ad un disoccupato residente nel comune di Comacchio, andava avanti da tempo tant'è che, i carabinieri di Argenta, hanno scoperto che, la vittima a più riprese, gli aveva già sborsato 1.600 euro.
Il comacchiese, dopo aver dubitato della credibilità del truffaldino, ne ha parlato coi carabinieri di Argenta gli stessi che da subito hanno avviato l'indagine conclusasi nell'area compresa fra l'ospedale e il bar Turismo ad Argenta. I carabinieri, dopo aver preventivamente fotocopiato 200 euro di banconote, si sono appostati in zona mescolandosi anche fra gli avventori del bar. Quando la vittima con i 200 euro in tasca si è avviato all'appuntamento concordato sapeva di avere gli occhi addosso dei carabinieri e infatti, quando qualche istante dopo c'è stato lo scambio della somma, i militari sono sbucati fuori e in mezzo a persone hanno bloccato il truffatore.
Poco più tardi, le banconote fotocopiate sono state ritrovate in tasca al malfattore tanto da risultare una prova sufficiente per procedere all'arresto. La somma quale ulteriore importo ricevuto per l'assunzione, è stata restituita all'avente diritto mentre l'arrestato è stato tradotto agli arresti domiciliari nella sua casa.
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