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Nutrie, Coldiretti lancia l’allarme

«Vanno abbattute». Immediata risposta della Regione: al lavoro per il piano per il contenimento

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CODIGORO. «Ripartire al più presto con il piano regionale di abbattimento delle nutrie». È quanto chiede Coldiretti Emilia Romagna alla luce del Collegato Ambientale della Legge di Stabilità pubblicato mercoledì, che consente di ricorrere a piani di contenimento approvati dalle Regioni con le stesse modalità previste per la fauna selvatica. Dopo la declassificazione delle nutrie da fauna selvatica a specie infestante (a livello quindi di topi e ratti) – ricorda Coldiretti – «la lotta contro questi animali è passata dal livello regionale a livello dei Comuni, con grandi difficoltà anche finanziarie ed «è necessario – afferma il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – ripartire con un piano di eradicazione adeguato per liberare fiumi, canali e campagne da questo animale. Oltre ai danni all’agricoltura, che non vengono più risarciti da quando è stata classificata come specie infestante, la nutria è dannosa anche per la biodivesità».

Immediata la risposta della Regione: «Stiamo già lavorando alla redazione del Piano regionale per il contenimento delle nutrie sul territorio emiliano-romagnolo - precisa l’assessore regionale all’agricoltura, caccia e pesca Simona Caselli - uno strumento che è stato introdotto dal Collegato ambientale alla legge di Stabilità, grazie al quale potremo operare in modo organico e omogeneo, ovviando alle inevitabili difficoltà operative riscontrate specialmente dai piccoli Comuni». «Tuttavia - ricorda Caselli - prima di arrivare all’adozione del Piano occorre rispettare alcuni passaggi, in particolare va acquisito il parere Ispra e va effettuata la valutazione d’incidenza con l’esame delle misure specifiche di conservazione nei Siti di importanza Comunitaria e nelle Zone di protezione Speciale». Il Collegato ambientale alla legge di Stabilità, approvato il 28 dicembre e pubblicato il 18 gennaio, pur confermando la classificazione delle nutrie tra le specie infestanti, introduce la possibilità di ricorrere a piani di contenimento approvati dalle Regioni con le stesse modalità previste per la fauna selvatica. Fino alla pubblicazione del Collegato ambientale e all’adozione del Piano regionale, rimangono in vigore in Emilia-Romagna i Piani comunali redatti in base alle linee guida regionali approvate dall’Ispra. Possono attuare il contenimento dei roditori le guardie provinciali, gli operatori muniti dalle province di specifica abilitazione e gli agricoltori con licenza di caccia sul proprio fondo.

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