Perso il lavoro è costretto a dormire nell’automobile
La triste storia di un 57enne senza casa dopo aver chiuso l’attività: «Non voglio aiuti economici, solo un impiego per vivere: ho ancora una dignità»
COMACCHIO. Cinque anni fa ha perso il lavoro e da qualche mese dorme nella propria automobile. È questo l’epilogo di una storia - come tante sempre più frequenti in questo periodo -, scaturite dalla crisi economica, che ha innescato conseguenze ad effetto domino sull’esistenza di un 57enne comacchiese.
Per pudore, «perché ho la mia dignità da salvaguardare», ammette l’uomo, non riveleremo il suo nome ed il suo cognome, anche se nella zona di Comacchio sono in tanti a conoscere la sua situazione, che ormai da tempo non pare avere alcuna via d’uscita.
Tutto è cominciato nel 2010, quando il comacchiese è stato costretto a chiudere l’attività commerciale di cui era titolare. Sino alla scorsa estate ha vissuto in un alloggio ai Lidi, dal quale però ha subìto lo sfratto perché non era più in grado di far fronte alle spese di affitto ed utenze. «La mia purtroppo è una situazione che si è incancrenita - commenta amareggiato l’uomo -, perché non riuscendo a trovare un lavoro e non potendo pagare l’affitto e tutto il resto, mi sono trovato anche senza un tetto. Ho mandato ovunque il mio curriculum, ho fatto colloqui di lavoro, ma la mia età è ritenuta elevata, ormai al di fuori del mercato del lavoro».
E dire che le ‘conoscenze’ non gli mancherebbero, considerando il passato di calciatore dilettantistico ed i tanti lavori svolti nella propria vita (elettricista, imbianchino, rappresentante e pure spedizioniere per un negozio di alimentari), ma è soprattutto il pudore a frenarlo nel chiedere aiuto ai propri conoscenti. Il 57enne - che non ha moglie né figli - aggiunge che «sono sempre stato bene nella vita e ora trovarmi così è durissima. Mi vergogno, perché ho una dignità da difendere. Non ho commesso reati, ho solo perso il lavoro...».
Per proteggersi dal freddo, l’uomo di giorno passa il tempo nella galleria del Bennet, mentre per un pasto caldo si rivolge alla Caritas. Ora a casa di un amico, ora a casa di un altro riesce a farsi anche la doccia, ma «non cerco l’elemosina - aggiunge il 57enne -, perché voglio solo lavorare, per portare a casa la pagnotta e vivere dignitosamente».
Consigliato dagli amici più vicini, l’uomo ha trovato il coraggio di rivolgersi ai Servizi Sociali, dove ha ottenuto le informazioni per chiedere un contributo assistenziale, ma non ha voluto presentare domanda di aiuto, «perché cerco solo un lavoro, anche stagionale, ma in regola per continuare a vivere». Sinora, sempre grazie agli amici, l’uomo è riuscito a fare lavoretti di tinteggiatura in appartamenti estivi, senza però strappare quell’agognata stabilità economica. Se qualcuno volesse offrirgli un’opportunità di lavoro, il recapito di riferimento è il seguente: 339 6735846.
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