«Colpevole è la classe dirigente Non si è dimostrata all’altezza»
«Banca del territorio? Speriamo non sia più così, visto il precedente...». Eric Zaghini non ricorre a mezzi termini per esprimere i suoi auspici sul futuro di Carife, e la sua visione è la diretta...
«Banca del territorio? Speriamo non sia più così, visto il precedente...». Eric Zaghini non ricorre a mezzi termini per esprimere i suoi auspici sul futuro di Carife, e la sua visione è la diretta conseguenza dell’analisi dei danni prodotti negli anni, sottolinea, da una «classe dirigente non all’altezza, responsabile della situazione nella quale è finita la banca». L’attuale sindaco di Berra è tra gli animatori storici dei renziani ferraresi ed è molto vicino a Luigi Marattin, consulente economico del premier.
Ha seguito il dibattito sulle responsabilità delle passate gestioni Carife? Cosa ne pensa delle generalmente limitate assunzioni di responsabilità delle associazioni imprenditoriali?
«Sì, ho visto che molti interventi tendono ad attribuire la colpa di quanto successo al governo, per il Salva-banche. È come dare la colpa al medico che diagnostica la malattia e cerca di guarirla, piuttosto che all’agente patogeno (interno alla banca, in questo caso). Le responsabilità non possono evidentemente essere collettive, di un’associazione o addirittura di una categoria, ma voi avete pubblicato nomi e cognomi degli amministratori espressione di quegli ambienti. Loro hanno emesso i bond subordinati che sono stati azzerati e hanno fatto le scelte che hanno prodotto ingentissime perdite alla banca. O non capivano quanto stavano facendo, oppure non hanno saputo evitare i danni: in ogni caso si sono dimostrati una classe dirigente non all’altezza».
Nel mirino ci sono da settimane anche Bankitalia e Ue, accusate di non aver vigilato adeguatamente e di aver posto paletti incongrui.
«È dietrologia. Da mesi non c’erano dubbi sul fatto che l’Unione Europea vedesse l’intervento del Fondo interbancario come aiuto di Stato, lo prova la contestazione dell’intervento in Tercas. Proviamo a chiederci cosa sarebbe successo in caso d’intervento Fitd: la procedura d’infrazione europea avrebbe potuto portare ad una condanna, magari tra un anno, e chi avrebbe pagato l’enorme danno? Nessuno dice, poi, che l’intervento Fitd non sarebbe stato risolutivo».
Cosa insegna allora la vicenda Carife?
«Anzitutto mi auguro che i tribunali riescano a chiarire le responsabilità, a visto che non tutti gli ex amministratori possono essere responsabili allo stesso modo. Bisogna chiarire anche se c’era un sistema per agevolare la concessione di credito in assenza di garanzie, in questo senso dico che una nuova banca del territorio non è auspicabile. Tra tutti gli interventi mi è piaciuto quello di Musacci (Ascom) che ha parlato di necessità di rivedere il sistema di rappresentanza. Ecco, spero che anche le associazioni completino il rinnovamento avviato, e già svolto, a fondo, dalla politica».
Auspici conclusivi per il futuro della banca e dei risparmiatori?
«Mi auguro escano in fretta i criteri dell’arbitrato per ristorare i risparmiatori truffati. Quanto alla banca, spero la vendano rapidamente ad un gruppo solido». (s.c.)
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