Troppi stranieri e poco lavoro
Le due principali criticità nelle carceri della regione, Ferrara compresa, sono l'assenza di attività formative o di percorsi professionali e la forte presenza di detenuti immigrati irregolari in...
Le due principali criticità nelle carceri della regione, Ferrara compresa, sono l'assenza di attività formative o di percorsi professionali e la forte presenza di detenuti immigrati irregolari in attesa di espulsione difficili per questo da coinvolgere in attività. Sono i temi su cui si sono confrontati nei giorni scorsi a Roma la Garante dei detenuti dell'Emilia-Romagna, Desi Bruno, e il ministro della giustizia Andrea Orlando. Il governo, riferisce la Garante, sta cercando di dare piena operatività ai protocolli siglati con i paesi di origine dei ristretti per il loro rientro. Bruno ha espresso al ministro sostanziale condivisione per gli accorpamenti delle sedi penitenziarie di Ravenna e Ferrara, «perché così si garantisce il mantenimento di una piccola struttura a forte vocazione trattamentale» come quella di Ravenna, e di Castelfranco Emilia e Modena, «perché è il primo passo per il superamento della casa-lavoro». All'incontro hanno partecipato il capo di Gabinetto, Giovanni Melillo, il capo del Dap, Santi Consolo, e il capo Dipartimento giustizia minorile e comunità, Francesco Cascini, e i Garanti di otto regioni, compresa la nostra. Al centro del confronto il rapporto tra Garanti regionale e il nuovo ufficio del Garante nazionale, i cui tre componenti sono già stati individuati e per la cui convalida si aspetta solo la firma del presidente della Repubblica.
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