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Ferrara e il petrolchimico: invitate anche l’Isde

Ferrara e il petrolchimico: invitate anche l’Isde

Il M5S chiede di ammettere un «organo terzo» all’incontro tecnico in prefettura Grillini all’attacco dopo i ripetuti guasti. Il medico Gasparini: fare studi sui tumori

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FERRARA. Al vertice sul petrolchimico convocato dal prefetto per il 26 gennaio dovrebbe essere invitato «anche un organismo terzo in rappresentanza dei cittadini. Formalizzeremo la richiesta lunedì», annuncia il Movimento 5 Stelle che con due interpellanze presentate in Comune marca l’intenzione di avviare un confronto a tutto campo con l’amministrazione pubblica e le autorità ferraresi sui due temi caldi di ambiente e salute. Nelle scorse settimane, per sostenere la campagna anche dal punto di vista giudiziario, il medico igienista Luigi Gasparini, che aderisce all’Isde (medici per l’ambiente), ha presentato in procura tre esposti per chiedere accertamenti sulle emissioni del petrolchimico dopo i più recenti episodi di accensione delle torce, tra novembre e gennaio. Le interpellanze, invece, sono state presentate dal consigliere grillino Sergio Simeone ma si tratta solo di alcune iniziative tra quelle annunciate ieri dal M5S.

Simeone è andato subito al sodo. «Sull’ultima fase dei malfunzionamenti al petrolchimico abbiamo iniziato ad attivarci dal 25 novembre scorso, ma senza avere risposte – ha detto ieri – L’Arpae ha rassicurato con le sue comunicazioni sugli effetti trascurabili di quegli episodi per l’ambiente. Il 5 dicembre abbiamo chiesto i dati e il 9 abbiamo fatto una richiesta di accesso agli atti».

Il lavoro dell’Arpa è importantissimo, sottolinea Simeone , «ma da una parte nei report non vengono indicati i gas sprigionati dopo la combustione (si dice per una motivazione tecnica, ma vogliamo capire meglio) e dall’altra i risultati delle analisi sono riportati su carta intestata Yara e di questi tempi dare piena fiducia alle comunicazioni delle aziende (soprattutto dopo i casi Volkswagen e Renault) forse è una scelta che può essere migliorata».

Anche l’Ifm «che pubblica bollettini rassicuranti - prosegue il consigliere - è espressione delle aziende del petrolchimico. Inoltre i soggetti che si siederanno attorno al tavolo convocato dalla prefettura (Arpae, Comune e aziende) sono gli stessi operatori che hanno portato a questa situazione. Aggiungiamo la vicenda della dismissione di Versalis da parte di Eni. Quali controlli si stanno facendo, oggi, sulla sicurezza di un impianto, l’F-10, che risale agli anni ’70? Insomma con la nostra richiesta di invitare l’Isde (nella persona del dottor Gasparini) vorremmo avere qualche certezza in più».

Sempre sul tema ambiente, nelle interpellanze a Palazzo municipale Simeone chiede quali misure ha adottato il Comune per accedere ai fondi ministeriali per gli incentivi all’uso del trasporto pubblico, quali provvedimenti saranno assunti per scoraggiare l’utilizzo dell’auto privata e se e quali decisioni sono state prese per verificare la temperatura del riscaldamento negli edifici pubblici. Gasparini ha confermato i tre esposti redatti dopo l’accensione delle torce al petrolchimico (due a dicembre, uno a gennaio) e rileva che nella centralina di monitoraggio del Barco, adibita al controllo sulla ricaduta delle emissioni del petrolchimico, il dato delle polveri sottili tende ad essere più alto di quello rilevato in centro storico (corso Isonzo). Il corollario, secondo il medico igienista, è che «bisognerebbe fare ogni anno uno studio analitico epidemiologico sui tumori (l’ultimo risale a qualche anno fa) per evidenziare eventuali collegamenti tra l’attività industriale del petrolchimico, le emissioni degli inceneritori e queste patologie».

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