Furto delle bici, la rabbia del paese e dei cicloamatori
La notizia del furto di 25 biciclette compiuto nelle notte tra giovedì e venerdì all'Emporio Massari di Consandolo sta preoccupando il mondo del ciclismo amatoriale. Se a questo si vanno ad...
La notizia del furto di 25 biciclette compiuto nelle notte tra giovedì e venerdì all'Emporio Massari di Consandolo sta preoccupando il mondo del ciclismo amatoriale. Se a questo si vanno ad aggiungere notizie dei furti nei garage di bici da corsa o di mountain bike, la conseguenza è che l'ambiente degli appassionati delle due ruote (senza motore) non è per niente tranquillo. All'indomani della constatazione del furto di 25 bici (ruote comprese tranne in una) di cui una decina di note marche italiane (il prezzo medio di vendita è di 3-4000 euro l'una) oltre a pacchi di catene nuove e vari tipi di integratori il tutto per un valore tra i 50-60 mila euro, i vertici del ciclismo argentano hanno espresso la massima solidarietà al loro amico Marco Massari. «Comprendo il suo stato d'animo e il voler abbandonare il suo lavoro e il negozio - tiene a precisare Walter Giovannini, vicepresidente del gruppo ciclistico argentano - ancor più oggi visto che già, 3 anni fa espresse queste intenzioni. Certo, non è facile riprendersi dopo un brutto colpo e per questo a nome del GC Argentano gli siamo vicini».
«Ciò che è successo è una cosa indecente c'è disgusto - aggiunge Angelo Buzzoni del Gruppo Ciclistico 1977 di Consandolo -. È ora che i grandi pensatori si diano da fare perchè non si può continuare così e non essere più sicuri in casa. A Marco esprimo tutta la nostra vicinanza».
Giova infatti ricordare che alcune ore dopo il furto, lo stesso Marco Massari, aveva detto di essere «indeciso se continuare l'attività. Non posso continuare a lavorare per i ladri». (g.c.)
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