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La camorra si può vincere Il riscatto di Alessandro Gallo

La camorra si può vincere Il riscatto di Alessandro Gallo

COMACCHIO. Da una commedia di William Shakespeare, “La tempesta”, tradotta in napoletano da Eduardo De Filippo è cominciato, ai tempi della scuola, il riscatto di Alessandro Gallo dalla camorra e da...

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COMACCHIO. Da una commedia di William Shakespeare, “La tempesta”, tradotta in napoletano da Eduardo De Filippo è cominciato, ai tempi della scuola, il riscatto di Alessandro Gallo dalla camorra e da una storia familiare intrisa di collusioni con la criminalità organizzata. Ieri mattina il giovane scrittore ha commosso e al contempo divertito la giovanissima platea della sala polivalente San Pietro. Promotore della cultura della legalità e dell’anti-mafia, Gallo ha ricordato agli alunni delle scuole di Comacchio come il teatro e la cultura siano un’arma potentissima per contrastare il bullismo, la violenza minorile e più in generale la criminalità organizzata. «Una mia insegnante delle medie, Angela Esposito mi sfidò – ha sottolineato nel suo racconto Gallo – e quando le dissi non sai chi sono io perché non volevo interpretare il ruolo del pifferaio magico in una commedia, mi rispose che non era interessata a sapere chi fossero mio padre o mia cugina Cristina Pinto, prima donna killer di Napoli». Grazie alla sfida dell’insegnante e alla scoperta del teatro, il giovanissimo Gallo ha intrapreso un percorso di riscatto, che ora racconta nelle scuole in collaborazione con l’associazione Pereira, nell’ambito del progetto “Quando comunità fa rima con civiltà e legalità”. Toccante la dedica finale a Giancarlo Siani, il giornalista napoletano, rimasto vittima della camorra nel 1985, a soli 27 anni. “Ho cominciato con il teatro a denunciare i crimini e l’omertà e ho voluto dedicare una parte della mia attività di scrittore a Siani, la cui foto mi è stata mostrata proprio sui banchi di scuola».

katia Romagnoli

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