Marattin e il crollo di Carife «Patto di potere fallimentare»
La Legge di stabilità era al centro del dibattito del l'altra sera al circolo Pd Centro cittadino, con Luigi Marattin, consigliere economico di Renzi, Luca Vaccari, assessore al Bilancio e Federico...
La Legge di stabilità era al centro del dibattito del l'altra sera al circolo Pd Centro cittadino, con Luigi Marattin, consigliere economico di Renzi, Luca Vaccari, assessore al Bilancio e Federico Frattini, economista Unife. Frattini ha spiegato la scelta d’invocare le clausole di flessibilità alla Legge di Stabilità, che si è rivelata vincente «perché nel 2015 c’è stata crescita in tutti i trimestri. L’Ue impone un rapporto debito pubblico/Pil del 60%. Ogni anno il debito dovrebbe ridursi di un ventesimo, tuttavia si possono chiedere clausole di flessibilità, come ha fatto il governo. La prima è dell'aprile 2015, per le riforme strutturali. L'ultima è legata all'aggravarsi dei costi di gestione dei flussi migratori».
Oltre che sul recupero fiscale e sull'innalzamento a 3.000 euro del pagamento in contante, Marattin si è soffermato sul locale, parlando di Area vasta e Carife. «La Legge Del Rio è già storia - ha detto - stiamo incentivando i Comuni a fondersi, dando il 40% in più di trasferimenti. In giugno si vedrà come realizzare le Unioni comunali». Carife, ha aggiunto, «era sollecitata da anni ad aggregarsi a partner, ma rispondeva che voleva difendere la ferraresità. Bankitalia ha concesso un aumento di capitale nel 2011, chiedendo però il cambio dei vertici. Carife ha cambiato solo tre amministratori. Inoltre, se si sono vendute obbligazioni senza dire a quali rischi andava incontro il cliente, la banca ha violato la normativa e deve risarcire». Per Marattin la Cassa era uno dei tre lati dell'accordo implicito di potere a Ferrara, considerando gli altri due la Costruttori e il sistema della spesa pubblica del Comune. «Questo patto è crollato - ha aggiunto - e quel tipo di politica è stato un fallimento per la città».
Vaccari ha espresso sostanziale soddisfazione per l'eliminazione del Patto di stabilità, anche se i nuovi adempimenti richiedono un cambio di mentalità. «Per come è scritto è difficilmente applicabile. Dobbiamo capire quanto spendere nei prossimi 3 anni. E' aumentata la possibilità di spesa usando il fondo vincolato per nuovi investimenti. Purtroppo il riflesso sull'ente locale non è immediato, qualche aggiustamento sarebbe positivo».
Veronica Capucci
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