«Più dubbi dopo caso Gela»
Tra i documenti distribuiti ieri ai giornalisti dai rappresentanti del M5S c’è anche la risposta di Arpae sui monitoraggi al petrolchimico dopo l’accensione delle torce di Yara e Basell tra novembre...
Tra i documenti distribuiti ieri ai giornalisti dai rappresentanti del M5S c’è anche la risposta di Arpae sui monitoraggi al petrolchimico dopo l’accensione delle torce di Yara e Basell tra novembre e dicembre.
I guasti negli impianti Basell sono avvenuti per un aumento della pressione sulla rete torce a causa del mancato convogliamento degli off gas verso il gasometro e hanno coinvolto sostanze come azoto, propilene, etilene e propano. Le torce di Yara, invece, si sono accese a novembre per le «difficoltà registrate nell’avviamento dell’impianto F55 ammoniaca».
Il 7 dicembre il guasto ha riguardato l’impianto di ammoniaca (sostanze coinvolte: metano, idrogeno, anidride carbonica e azoto). L’Arpae non ha individuato «elementi di criticità» dopo i vari blocchi mentre per le Pm10 «gli sforamenti sono in linea con i dati tipici della stagione». Il parlamentare dell’M5S, Vittorio Ferraresi, ha ricordato che in particolare dopo «la vicenda del petrolchimico di Gela con deformazioni, malattie e morti» è giusto tenere l’attenzione puntata sul polo chimico di Ferrara, «anche per le recenti questioni sindacali e di sicurezza». La linea del partito in tema di ambiente è incentrata sul potenziamento della raccolta differenziata, la disattivazione degli inceneritori, lo stop ai combustibili fossili e alle trivellazioni e l’incentivazione, nel trasporto pubblico e privato, di gpl, metano ed elettrico/ibrido.
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