«Unioni civili? Sì, è un atto di civiltà»
Ieri la manifestazione di #svegliaitalia per il sostegno al ddl Cirinnà. De Giovanni (Arcigay): uscire dal Medioevo
Alle 16,45 è suonata la sveglia dei diritti civili. Una piazza Municipale colorata, allegra, piena di speranza ha aderito all'iniziativa “#svegliaitalia Fai il primo passo verso l'uguaglianza”. Insieme ad altre 97 città italiane e sette estere, Ferrara ha manifestato per chiedere uguali diritti per le coppie dello stesso sesso, in vista della discussione in Senato, giovedì prossimo, del disegno di legge Cirinnà.
Tante le associazioni e partiti presenti e che hanno promosso l'iniziativa, da Amnesty International alla Cgil, Rifondazione Comunista, Arci, Udi, Centro Donna Giustizia, Anpi, Centro Sociale Resistenza, Centro uomini maltrattanti, Agedo (associazione dei genitori di persone gay) solo per citarne alcune, fino a semplici cittadini e alle famiglie. Alle 16,45 in punto, tutti gli orologi e le sveglie hanno dato simbolicamente la "sveglia". Un momento corale per ricordare a tutti la necessità che vengano riconosciuti pari diritti alle coppie omosex. Se il ddl Cirinnà, per l'avvocato Luca Morassutto, di Articolo 29, è solo un timido balbettìo sulla strada dei diritti civili, rappresenta però un primo passo. «In Italia 7 milioni di persone non sono uguali davanti alla legge. Chi è sceso in piazza lo ha fatto per abolire la discriminazione sessuale. Da trenta anni chiediamo una legge di tutela, e solo ora l'Italia si sta muovendo, dopo che la Corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo l'ha condannata. Il termine "formazione sociale specifica" di cui si parla all'articolo 1 del ddl è un’offesa a chi vuole farsi una famiglia».
Cristina Zanella, di Arcilesbica, chiede: «Deve importare allo Stato l'orientamento sessuale dei cittadini?». Massimilano De Giovanni, presidente Arcigay di Ferrara, sostiene che «sulla questione delle unioni civili si registra un timido passo, in un contesto europeo progressista. In Italia, la cecità morale e intellettuale della classe politica porta la società verso il Medioevo. L'appello alla libertà di coscienza non è ammissibile. Il Pd, partito di Monica Cirinnà, non può esimersi dal sostenere i principi di uguaglianza».
Presenti in piazza Municipale anche numerosi esponenti politici, tra cui l'assessora alle Pari Opportunità Annalisa Felletti. «Una bella piazza, allegra e piena di energia - commenta - Come ricorda lo slogan, è ora che il paese si svegli. Riteniamo perfezionabile la proposta di legge Cirinnà, ma è un passo avanti rispetto a situazioni del passato».
Il segretario regionale Pd, Paolo Calvano, è convinto che come è avvenuto per la schiavitù, il voto alle donne e il divorzio ci sarà un momento in cui «nessuno metterà in discussione le unioni civili». Con queste parole ha preannunciato la sua presenza «in piazza». Anche Luigi Vitellio, segretario provinciale Pd, ritiene che «andare avanti con il ddl è atto di civiltà». Per l’assessore Massimo Maisto, il ddl dovrebbe passare «così come è stato presentato, perché smorzarlo ulteriormente sarebbe un errore».
Veronica Capucci
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