«Molestata, ecco perché partecipo alle camminate»
Una trentina di persone hanno partecipato l'altra sera alla manifestazione-passeggiata con partenza da via Belvedere, “Riprendiamoci Ferrara”, organizzata da Francesco Rendine, capogruppo in...
Una trentina di persone hanno partecipato l'altra sera alla manifestazione-passeggiata con partenza da via Belvedere, “Riprendiamoci Ferrara”, organizzata da Francesco Rendine, capogruppo in consiglio comunale di Gol (Giustizia Onore e Libertà).
Tra loro era presente Sandra, una residente che ha subito molestie da parte di un gruppo di ragazzi stranieri. La giovane signora racconta che «verso la fine di novembre, al ritorno dal lavoro verso le 17,30, dopo aver parcheggiato l'auto in via Dogali, aveva notato un ragazzo dalla carnagione scura che guardava all'interno delle auto, quindi ho preso un cellulare facendo finta di telefonare a qualcuno. Più tardi sono uscita e ho parcheggiato nel sottomura, quando sono scese di corsa dalle mura degli stranieri che si sono appoggiati sull’auto intimandomi di abbassare il finestrino. Ma ho acceso il motore e sono andata via. Quindi ho fatto il giro del quartiere, e ho parcheggiato in via Gondar».
«Ci siamo così trovati un ragazzo in bici e un altro gruppo che ci stava aspettando - prosegue il racconto di Sandra - Tutto nella stessa giornata, ma non è finita, perché alle 21 ho accompagnato i miei figli ad una festa e c'erano alcune persone di colore in via Gondar, di cui due in bici, e un suv scuro con a bordo una persona non di colore. Mi sono diretta con l'auto in direzione Porta Po, il suv ci ha superato e si è fermato all'inizio delle Mura. Ha aspettato che noi transitassimo e dallo specchietto ho visto che hanno cambiato direzione».
Un altro episodio è successo poco prima di Natale. «Andavo a correre e loro tutte le volte che passavo mi salutavano - prosegue il racconto della donna - Un giorno, uno ha iniziato a seguirmi in bicicletta, ho fatto uno scatto e sono arrivata a casa, lasciandolo indietro». Qualcosa però sembra cambiato negli ultimi tempi. «Vedo più controlli nelle ultime settimane, anche se lo spaccio non si è fermato. Le auto lampeggiano e i ragazzi in bici si fermano dando la mano agli automobilisti».
La camminata sulle mura aveva lo scopo di individuare almeno una delle persone che hanno infastidito Sandra. Francesco Rendine spiega che ha organizzato l'iniziativa «come cittadino semplice, schifato dal fatto il Comune non sta facendo niente per difendere i cittadini. Con poche decine di migliaia di euro all'anno si potrebbe ricorrere a pattuglie private che fotosegnalino i soggetti, invece si spendono milioni di euro per le politiche di accoglienza. Se il Ministro Dario Franceschini dice che per un euro speso in armi, uno è destinato alla cultura,(in realtà la frase citata è del premier Renzi) noi vogliamo che per ogni euro speso per la politica di accoglienza, uno corrisponda alla vigilanza».
Negli ultimi 5 anni, continua Rendine, «la cooperativa Camelot ha avuto 5 milioni di euro. Con quei finanziamenti,quanto sarebbe più sicura la nostra città? Il volontariato serve nella misura in cui crea maggior sicurezza per il cittadino, che pagherebbe più volentieri le tasse».
L’obiettivo dichiarato di Rendine è che «Ferrara torni ai ferraresi, come era 20 anni fa.Tra l'altro, a causa dell'immigrazione, molte case hanno subito una svalutazione, perché alcune zone non sono più appetibili. Se non c'è una politica volta ad allontanare, continueremo ad avere qui le persone che compiono reati. Il Prefetto ha potere di espulsione anche per micro reati. O questa amministrazione se ne va, o comincia una politica seria di difesa per i cittadini».
Nel corso della camminata, nessuno straniero è stato individuato. Le Mura di via Belvedere erano pressoché deserte, a parte il gruppo di Rendine, che presto potrebbe chiamarsi " gruppo delle giubbe gialle" o "d'azione rapido", come hanno detto i partecipanti.
Veronica Capucci
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