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Area Vasta, bocciato il tavolo chiesto da Fi Ma vince l’integrità

Le alleanze fatte: turismo con Romagna, sanità con Bologna Restano strade e scuole. Tagliani: tanti dubbi e una certezza

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Per Ánselmi (Forza Italia), si parola troppo poco di area vasta e bisognerebbe creare un tavolo aperto alle associazioni economiche per evitare scavalcamenti sulle decisioni. Per Vitellio (Pd) e per Tagliani (sindaco e presidente della Provincia) invece non si fa che parlarne; Tagliani intervenendo in consiglio comunale ha fatto un lungo elenco degli incontri pubblici e non che si sono succeduti in questi mesi.

A dispetto di quest’abissale diversità di vedute sul dibattito che c’è o non c’è (e sull’opportunità del tavolo) esiste una sostanziale convergenza sull’indeterminatezza dell’Area Vasta. Un concetto sfuggente a tal punto che mentre si ragiona vi sono già nei fatti delle Aree Vaste ben enucleate come quella della sanità che vede la galassia ferrarese associata a quella bolognese. O come quella appena nata del turismo che ci vede abbracciati alla Romagna sotto il segno della “destinazione turistica”, che non è un’aspirazione ideale, ma la combinazione per andare a soldi con la nuova legge sul riordino turistico. È per questo - ha spiegato Tagliani - che si sono trovati d’accordo sia Maisto che pensa al turismo di Ferrara, sia Marco Fabbri che in testa ha il turismo dei Lidi. È anche la ragione per cui a Rimini non hanno festeggiato quando hanno saputo che Ferrara tutta s’infilava nella destinazione turistica della costa drenando risorse che altrimenti si sarebbero spartiti da Ravenna in giù.

Di Aree Vaste costituite come unioni di Province non ce n’è mezza in tutta la Regione benchè i tempi siano scaduti. Il motivo è che la situazione è molto nuova, molto complicata e perfino un po’ assurda. Un esempio? Se due Province fanno un’Area Vasta che ne sarà di quell’accordo il giorno in cui le Province non esisteranno più. Meglio andare con i piedi di piombo ha consigliato Tagliani, il quale dopo aver rappresentato la situazione e le possibili alleanze funzionali con la Città Metropolitana di Bologna (ma c’è uno scoglio normativo da superare), con Modena per connettere la meccanica industriale e aver detto che in fondo la sola vera Area Vasta che resta è quella su strade e scuole, ha confessato di essere «il primo ad avere una marea di perplessità» su questo processo in atto. Un faro però ce l’ha e si chiama «integrità territoriale». In nome di questa unità che «va da Gorino a Cento» Tagliani ha chiesto alle opposizioni di non strattonarlo come sindaco della città, ma di interpellarlo come presidente della Provincia, poiché è in tale veste che forse gli riuscirà di tenere insieme quella grande e composita Area Vasta che è il territorio ferrarese. «Ma voi, a proposito, la volete questa integrità?». Data l’ora - erano le otto passate - non erano in tanti ad aver voglia di rispondere alla domanda. Il solo Anselmi s’è alzato per dire che l’integrità gli sta bene. Se sperava che bastasse per captare le benevolenza del Pd sul suo ordine del giorno (quello del tavolo) però ha sbagliato previsione. Vitellio ha consigliato a lui a Bazzocchi (M5S) e a Spath( Fdi) di scordare i tavoli e convocare le apposite commissioni di lavoro. Voto finale sul tavolo: 6 sì e 17 no. Ma l’integrità, per ora, è salva. Divisi alla meta.

Marcello Pradarelli

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