Entrano nel centro ippico e rubano quindici selle
Sant’Agostino, ladri in azione nella notte all’interno del nuovo maneggio. Danni per circa 50mila euro. Spariti anche i soldi dalle macchinette
SANT’AGOSTINO. Furto ai danni del Centro ippico San Carlo Borromeo, in via Frutteti.I ladri hanno colpito nella notte tra sabato e domenica e sono entrati dall’accesso laterale del capannone dopo avere tagliato i fili delle telecamere e manomesso l’allarme. Quindi hanno sfondato la porta del magazzino e una volta dentro sono riusciti a prendere 15 selle di qualità elevata, per un danno totale di circa 50mila euro. Oltre alle selle i malviventi hanno rotto i distributori automatici di cibo e bevande e il cambiamonete collocato vicino la zona lavanderia.
Il custode, che alloggia vicino al centro, non si è accorto di nulla perché i ladri sono entrati dalla parte opposta rispetto alla sua abitazione. Ad accorgersi di quanto accaduto è stato proprio il custode, alle 6.30 del mattino, quando si è recato all’interno delle scuderie per svolgere il suo lavoro di routine, e ha immediatamente chiamato le forze dell’ordine e il presidente del centro ippico Gianluca Tassinari. «È stata una notizia sconcertante per me, - spiega Tassinari - non siamo ancora totalmente operativi considerato che parte dei lavori del centro ippico devono ancora terminare, e già ci hanno preso di mira. Non riusciamo a capire come i ladri abbiano agito e proprio per questo domenica mattina nella nostra struttura sono arrivati gli uomini del nucleo investigativo dei carabinieri». Le selle rubate erano «per la maggioranza dei clienti del nostro centro - continua Tassinari - ogni sella ha un valore stimato che va dai 3 ai 6mila euro, moltiplicate questa somma per 15 e vi lascio immaginare il danno. Oltre alle selle sono stati svuotati anche i distributori. Nel giro di poche ore abbiamo provveduto a ripristinare la porta del magazzino rotto e a far portare via le macchinette dei distributori». Sul caso sono in corso le dovute indagini da parte dei carabinieri di Cento.
Maria Teresa Cafiero
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