«Soldi da McDonald’s, è buona scuola?»
Il M5S attacca l’iniziativa promozionale e la Dante Alighieri. Ma scatena la reazione di scuola, assessore, genitori e azienda
A chi è sfuggita la polemica sulla dieta vegana nelle mense scolastiche di Bologna? E l’annuncio dei menù personalizzati in classe in base alla religione, a Trieste? O lo stop europeo agli alimenti troppo zuccherati destinati ai bambini? Il tema buca da tempo le pagine di cronaca dei quotidiani, riscalda gli animi e spacca le famiglie nelle chat create dai genitori, fa tremare le scrivanie delle direzioni scolastiche e, ovviamente, attizza lo scontro politico.
A Roma nei giorni scorsi il M5S ha aperto il fuoco contro la campagna “Punti che contano” di McDonald’s: «Ogni euro speso vale un punto (3 punti se lo scontrino è stato emesso dal ristorante in Expo) che potrai donare alla tua scuola preferita - riporta il sito della società di ristorazione - L'istituto primo classificato per maggior punteggio in ogni regione vincerà premi in tecnologia e supporti per la didattica per un totale di 8.000 euro». Il concorso, nel frattempo, si è concluso e in Emilia Romagna quei soldi se li è aggiudicati, scontrino dopo scontrino, l’istituto comprensivo Dante Alighieri, di Ferrara, che con 82.138 punti ha sbaragliato la concorrenza del secondo e del terzo classificato, ben distanziati a 46.994 punti (Rimini) e 17.294 (Piacenza). La cerimonia di consegna simbolica dell’assegno si è svolta sabato scorso nel McDonald’s di piazza Trento Trieste. Sorrisi e strette di mano con foto di gruppo che ieri hanno dirottato a Ferrara una diatriba già approdata in parlamento ad opera dell’onorevole Gianluca Vacca (M5S), il quale ha puntato il dito contro l’iniziativa che trasforma gli alunni in «oggetti di marketing».
Su quella scia si muove anche il comunicato stampa dai toni pepati con il quale i grillini estensi stroncano il concorso e la premiazione. «Fatto grave, eticamente e culturalmente riprovevole, condannabile», scrive l’M5S locale. E nel mirino finiscono McDonald’s che «fa i propri interessi approfittando della perenne penuria di risorse della scuola pubblica (a proposito di “Buona scuola”!) per comprare famiglie, ragazzi, insegnanti e presidi». I “complici”? Regione e governo, «che - si sa - hanno inserito la multinazionale come sponsor di Expo per “nutrire il pianeta”. Una vera e propria istigazione a disvalori all’interno dell’istituzione pubblica scolastica ed esercitata peraltro sulla fascia di età maggiormente condizionabile, quella della preadolescenza». Ma anche un pugno in faccia, secondo i pentastellati, a chi cerca di affermare il principio e la prassi «di un’alimentazione sana e corretta», la «medicina preventiva più efficace per migliorare la qualità di vita». Mentre la «Dante Alighieri e tutte le altre scuole italiane che hanno aderito, assieme ai genitori (troppi) che che hanno lavorato per arrivare a questo risultato, hanno abdicato al loro ruolo di educatori». Insomma «se ogni famiglia avesse versato direttamente come contributo volontario il costo di un paio di “Happy Meal” si sarebbe arrivati allo stesso risultato senza regalare alla multinazionale 50mila euro a fronte di una donazione di 8mila», rimarca il M5S. Dichiarazioni che non sono state accolte esultando dai genitori e dal dirigente scolastico, Massimiliano Urbinati. E neppure dall’assessore Roberta Fusari, che presente «alla premiazione - attaccano i grillini - ha di fatto promosso il modello alimentare McDonald’s». Lei replica a stretto giro di...telefono: «Nel comunicato del M5S non c’è niente di giusto. Io ho partecipato non per sostenere un modello alimentare, aspetto lontanissimo dai miei compiti istituzionali, ma per dare il mio appoggio a un gruppo di cittadini che si stanno impegnando molto sul alcune questioni in città, come il parchetto di via Boschetto». Urbinati, il dirigente scolastico, sottolinea che «la scuola non ha avuto alcun ruolo nell’iniziativa, gestita in totale autonomia dalle famiglie che hanno deciso di devolvere la somma all’istituto. Apprezzo però l’impegno concreto che hanno mostrato i genitori. È bello vedere qualcuno che prende posizione, parlo delle famiglie, e si mette in gioco per uno scopo ritenuto utile per la comunità».
Cristina Pellicioni, presidente del Consiglio di istituto e presidente del Comitato genitori, ribatte che «l’Istituto Comprensivo 5 "Dante Alighieri" non ha partecipato ad alcuna iniziativa promossa da McDonald’s, così come non vi ha partecipato alcuna istituzione rappresentativa dell'ambito scolastico. Il concorso promosso da McDonald’s comportava un rapporto diretto con i consumatori (e con essi soltanto). La decisione di indicare come beneficiario l'Istituto Comprensivo 5 è, pertanto, di una grossa fetta di consumatori che hanno compiuto due scelte personali, libere ed insindacabili: la prima, di effettuare consumazioni da McDonalds, la seconda, di indicare la "Dante Alighieri" come beneficiario. Il Movimento 5 Stelle non può permettersi di insegnare nulla a quei genitori, né dare lezioni di senso civico, di partecipazione e di condivisione.». Da McDonald’s Italia nessun commento ufficiale, solo una precisazione: «La raccolta punti (“Punti che contano”) era rivolta ai clienti di McDonald’s ed è stata pubblicizzata nei ristoranti della catena. Per partecipare non era necessaria l’adesione delle scuole, né il coinvolgimento degli insegnanti, né tanto meno dei bambini. La raccolta dei punti, come per tante altre iniziative analoghe promosse da diverse insegne della grande distribuzione, nella realtà ha visto i genitori mobilitarsi per raccogliere gli scontrini degli acquisti effettuati nei ristoranti McDonald’s direttamente o da famigliari e conoscenti. Su base nazionale sono stati distribuiti premi per il valore complessivo di 250.000 euro».(gi.ca.)
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