«Lavorava per quella ditta Il conflitto è evidente»
Il consigliere Di Munno prepara interpellanza contro una dipendente comunale pubblicando anche nome e cognome su Facebook. L’ira del sindaco Fabbri
COMACCHIO. Finirà sul tavolo del consiglio comunale l’interpellanza anticipata su Facebook dal consigliere Antonio Di Munno (Forza Italia-Il Faro), sul presunto conflitto di interessi di una dipendente, che avrebbe fatto parte di una commissione di gara. Di Munno chiede conto al Comune se è vero che la dipendente, citata per nome e cognome, che avrebbe dovuto valutare le offerte economiche presentate alla commissione per il progetto da 600.000 euro di riqualificazione dei Casoni di valle, avesse in passato lavorato per la ditta che si è aggiudicata l’appalto. «Qualora corrispondesse a verità, non crede sndaco – interpella Di Munno – che si possano ravvisare conflitti di interessi, pena l’annullamento della gara? Quali caratteristiche aveva il progetto tali da meritare il 100% dei punteggi in tutti i parametri di valutazione?». Di lì a poco, proprio su Facebook, parte la controffensiva del sindaco Fabbrii. «Altro attacco personale a una dipendente senza nemmeno avere letto gli atti – incalza Fabbri – e conoscere le norme. Avanti così! Risponderemo come sempre nel breve e compiutamente a queste nuove illazioni». Senza sentirsi scalfito, il consigliere replica al sindaco, affermando che non reputa il contenuto dell’interpellanza come un attacco personale, semmai «se foste più accorti nel fare le cose – stigmatizza Di Munno – evitereste queste situazioni imbarazzanti, come tante altre. Imparzialità, equità, giustizia lo impongono. Non c'è bisogno - aggiunge - di regole scritte. Avanti pure così». Il sindaco non molla la presa e ventilando ragioni di inopportunità sulla citazione del nome e del cognome della dipendente, spiega a Di Munno che «la ricostruzione dei fatti non è corretta e probabilmente frutto di informazioni acquisite da parte dei soliti collaboratori. Anche tu – incalza Fabbri - dovresti essere più accorto nel fare e diffondere informazioni. Nessun imbarazzo o come vuoi far credere, qualcosa che non vada». Interviene nella accesa discussione anche Daniele Baglioni, ricordando che «questi battibecchi fanno male al territorio. Personalmente li avrei fatti in consiglio comunale, non su Fb». Un altro, Fabrizio Marchesin afferma che i nomi potevano essere omessi, mentre Sergio Provasi, assessore al turismo, si chiede “se fosse vostra figlia, vorrei vedere le vostre facce». Ci pensa Alfredo Sasso a mettere la parola fine sull’accalorato dibattito, rammentando che «Di Munno ha solo fatto domande a cui è lecito rispondere. Se non c’è nulla da nascondere che problema c’è a rispondergli e fare pure bella figura? Per quanto riguarda il nome della dipendente menzionata, posso convenire che non sia stato opportuno».
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