Processi e cause: i guai dei tre ex direttori Carife
Su Grassano s’indaga ancora per Treviso. Lui e Forin citati dai commissari. Murolo assolto per Vegagest ma deve affrontare la causa civile
FERRARA. C’è una lunga coda nella storia della vecchia Carife e riguarda la sorte degli ultimi tre direttori generali della banca. Gennaro Murolo, Giuseppe Grassano e Daniele Forin hanno infatti lasciato la banca già da diversi anni, ma alcuni dossier giudiziari sono ancora aperti. Murolo, coinvolto nel processo per la truffa Vegagest, ha visto chiudersi con un’assoluzione e una prescrizione la parte penale, alla Corte d’appello bis di Milano, ma dovrà affrontare ancora la causa di responsabilità intentata nei suoi confronti dalla banca. Grassano rimase a Ferrara circa un anno, a cavallo del primo bilancio post-ispezione Bankitalia, ma fece in tempo a mettere nel 2010 la firma sulla vendita alla Popolare di Marostica di Banca di Treviso, che lo vede oggi indagato da parte della Procura di Ferrara. L’ipotesi contestata è truffa aggravata e venne innescata dalla denuncia presentata nel 2014 da Marostica. Il prezzo di vendita a 38 milioni di euro, secondo gli inquirenti, sarebbe il frutto di un accordo per sovrastimarlo. Da un anno Grassano attende la seconda proroga delle indagini, visto che le perquisizioni a Ferrara risalgono al febbraio 2015. Grassano, da sempre indicato come uomo di fiducia di Bankitalia, è anche inserito nell’azione di responsabilità attivata dai commissari Capitanio e Blandini, per Commercio e Finanza e modelli organizzativi di gestione: totale 30 milioni di euro (la richiesta danni è molto inferiore).
Per Forin, invece, nessun fronte penale è mai stato aperto. Anche lui è chiamato in causa dai commissari, per C&F, Cesena e modelli di gestione: 132 milioni le perdite imputate.
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