Anche il frate suicida è nell’inchiesta
Nel 2010 a Comacchio fu trovato impiccato un 30enne: sulla vicenda indaga la Procura per il caso del convento “degli orrori”
COMACCHIO. “Tutta Comacchio è incredula, atterrita. E nessuno ne vuole apertamente parlare. Ha lasciato tutti sconvolti l’estremo gesto di fra’ Emanuele Maria Rabanser, il novizio francescano di Santa Maria in Aula Regia che giovedì sera si è tolto la vita. Appena trent’anni, quel ragazzo in tonaca: le voci di paese parlano di uno stato depressivo, di cui per altro nessuno si sarebbe mai accorto”.
Scriveva così il nostro collega Sergio Armanino nell’articolo pubblicato l’11 settembre 2010 come notizia principale della nostra pagina di Comacchio. Ebbene, dopo oltre cinque anni di silenzio si torna a parlare di questa vicenda, perché risulterebbe far parte di un caso ben più importante che sta destando parecchio scalpore in questi ultimi giorni, quelli sull’Ordine dei frati Francescani dell’Immacolata di Frigento (in provincia di Avellino), convento già soprannominato “degli orrori” per quello che sarebbe accaduto negli anni.
La struttura religiosa fondata nel 1970 da padre Stefano Manelli è salita più volte agli ‘onori’ della cronaca, già nel pontificato di papa Benedetto XVI per presunte voci di ruberie e traffico di denaro. Ma ai primi controlli effettuati era apparsa una verità ben più grave di quella appena descritta. Il commissario apostolico inviato a Frigento si scontrò infatti con una realtà fatta di violenze radicate, abusi di carattere sessuale e addirittura diverse morti sospette, tanto che la Procura di Avellino ha aperto un fascicolo di numerose pagine, faldone passato da alcuni giorni anche alla Procura di Roma.
Ebbene, fra le morti sospette è stata inserita anche quella del frate originario di Ortisei (Bolzano), il novizio francescano che si sarebbe suicidato nel settembre del 2010, un mese dopo essere rientrato dal ritiro spirituale a Cassino (Frosinone). «Sembrava felice, sembrava aver trovato la sua strada», commentava l’allora sindaco della località turistica della Val Gardena, parlando di quel ragazzo al lavoro come cameriere in alcuni locali della Valle. Poi, in età matura, ecco la vocazione ed il suo percorso religioso, che lo avevano portato fino a Santa Maria in Aula Regia. Poi l’improvvisa morte con la sua assenza notata alla messa del pomeriggio, anche perché i frati nel santuario comacchiese erano solamente tre. Il corpo di fra’ Emanuele Maria fu trovato alle 19.30 in uno sgabuzzino adiacente alla sala adibita anche a museo mariano. Il giovane francescano si era impiccato. Vano l’arrivo dell’ambulanza. Fu profondo il cordoglio a Comacchio e nessuna delle persone che frequentavano il convento potevano immaginare che potesse arrivare a questo tragico gesto. Un mistero reso ancora più fitto dall’impossibilità di poter parlare (allora come oggi) con i frati della chiesa di Comacchio.
L’ultimo saluto a d Emanuele Maria Rabanser - figlio di un artigiano e fratello di un maestro di sci -, si tenne il 15 settembre del 2010 a Ortisei, dopo che il corpo del trentenne fu messo a disposizione dell’autorità giudiziaria di Ferrara. Ad officiare il rito funebre fu l’allora vicario generale dell’arcidiocesi di Ferrara e Comacchio, monsignor Antonio Grandini, gesto che fu particolarmente apprezzato da padre Alfonso Bruno, che nel 2010 era direttore dell’ufficio comunicazione dei frati Francescani dell’Immacolata.
Lo stesso Bruno espresse questi pensiero parlandoci di fra’ Emanuele Maria: «Nell’annunciare la triste notizia ai genitori a Ortisei - raccontò al nostro giornale - abbiamo scoperto che questo nostro fratello soffriva di disagi psichici, che ci erano stati occultati per consentire il suo forte desiderio di consacrarsi. E non si curava più: dopo qualche anno la patologia è riemersa. Fra’ Emanuele si è meritato stima e affetto da parte di tutti: non vogliamo calino ombre sulla sua memoria». Frasi che di fatto allora tolsero ogni dubbio su questa morte.
Ora questa indagine in mano alle Procure di Avellino e Roma ha - fra i numerosi altri - anche il compito di fare luce su questa morte. Misteriosa o no lo sanno solo le persone che allora erano vicine a fra’ Emanuele Maria.
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