La Nuova Ferrara

Ferrara

la crisi della banca

Carife, derby tra Popolari ma i fondi partono davanti

Carife, derby tra Popolari ma i fondi partono davanti

Ferrara, anche Bpm e forse Banco Popolare nella lista degli interessati alle nuove banche. Maiarelli (Fondazione): Bper? Serve attenzione a territorio, aziende e lavoratori

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Com’era prevedibile, la decisione di Bankitalia di non rivelare ufficialmente il numero e l’identità dei partecipanti alla manifestazione d’interesse per Nuova Carife e le altre tre banche “salvate”, ha sollevato una nuvola d’indiscrezioni più o meno verificabili. Così, a tre giorni dalla chiusura dei termini, continuano ad uscire ed entrare dalla lista dei presunti interessamenti a Carife i nomi di diverse realtà del mondo bancario italiano, in particolare popolari. Il fixing di ieri sera dava queste quotazioni a proposito della presenza o meno nella lista: Bper e Banca popolare di Milano sicure, Cariparma e Ubi no, Banco Popolare di Verona incerta. La sorpresa rispetto a quanto emerso martedì, dunque, è il faro acceso da istituti coinvolti nel maxi-risiko di questi giorni sulla situazione di banche “minori”, come a livello nazionale possono essere considerate Nuova Carife e le altre. Bpm e Banco Popolare, in particolare, sono impegnate in un’ipotesi di aggregazione, con Ubi in seconda fila; e proprio ieri i massimi dirigenti della banca milanese e del colosso bergamasco erano, per dire, a colloquio con il ministro Padoan, per parlare dei massimi sistemi bancari e, forse, pure del Monte dei Paschi di Siena.

La manifestazione d’interesse avanzata senza specifiche preferenze da Bpm, dunque, potrebbe essere inquadrata nella logica del «diamoci un’occhiata», assecondando così il gradimento di Bankitalia e dello stesso governo per uno schieramento di partenza il più folto possibile. Per quanto riguarda Banco Popolare, non va dimenticato che Giovanni Capitanio, l’attuale ad di Nuova Carife, è stato dirigente proprio in quell’istituto, prima di essere chiamato come commissario a Ferrara. La copertura territoriale del Popolare non è incompatibile con un interesse per la cassa ferrarese (anche se a loro manca proprio il pezzo marchigiano...), ma l’attenzione sembra catalizzata per il momento da altri dossier.

Resta il focus della Popolare Emilia Romagna su corso Giovecca, ed è su questo che si concentra il commento di Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione Carife: «Parliamo di manifestazioni d’interesse non vincolanti, fatta per valutare la consistenza dei candidati: siamo davvero in una fase preliminare. Bper? Si può solo auspicare che il soggetto interessato abbia a cuore l’autonomia del territorio, la realtà delle nostre piccole imprese e i posti di lavoro nella banca». Sotto questo profilo non mancano timori tra i dipendenti, perché le sovrapposizioni di sportelli esistono e la nuova struttura del gruppo modenese tende a ridurre al minimo autonomia e servizi decentrati. Proprio il processo di riorganizzazione delle controllate, mesi fa, era stato posto come ostacolo nei contatti informali tra gli emissari ferraresi in cerca di compratore e i vertici Bper, che poteva oltretutto essere preoccupata della massa dei crediti a rischio, oggi fortemente ridotta grazie alla bad bank dei quattro nuovi istituti.

Sta di fatto che nessuna delle banche inseribili nella lista degli interessamenti presenterà mai un’offerta per il blocco Carife-Etruria-Marche-Chieti, che può invece essere alla portata dei fondi d’investimento internazionali già entrati nella lista tenuta da Société Générale. Poiché l’offerta unica, che garantisce rapidità, è assieme al prezzo l’elemento di maggior peso nella valutazione finale, e solo in un secondo momento vengono gli elementi di attenzione al territorio, l’eventuale derby tra Popolari parte in salita.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google