La rapina-fotocopia di Aguscello confessata da Pajdek
A Villanova un mese prima dell’assalto in casa Tartari «Il signore arrivò in auto, Patrik lo colpì con un bastone»
FERRARA. È uno dei casi che ha appena sfiorato la cronaca, poche righe in fondo pagina, anche sulla Nuova Ferrara. Per una rapina a Villanova di Denore, 26 luglio scorso, gravissima, perché porta la firma di Pajdek e soci (Ruszo e il terzo ricercato). Pajdek in realtà non ricorda nè il nome del paese nè il nome della vittima, Alessandro Colombani, 45 anni, che abbiamo interpellato ieri (il servizio è a pagina 5). Ma Pajdek ne parla nel suo interrogatorio, e confessa un fatto che nessuno gli aveva mai contestato prima: la rapina a «un altro signore, non lo so dov’era. Un prete? No (esclusa la rapina a don Mario Bertieri, parroco di Gaibanella, ndr). «Dov’era? Non lo so come si chiama il paesino, non lontano da Copparo (Villanova è poco distante, ndr)». Ivan Pajdek spiega al giudice che lo interroga che la rapina non è avvenuto in casa, ma nel garage: «Il signore è arrivato a casa con la macchina». Era un uomo tra i 30/40 anni e appena arrivato, «Patrik l’ha preso, lo ha messo a terra, a fianco del garage e gli abbiamo preso il bancomat». E soldi 20/30 euro in contanti. «Colpito con un bastone? Sì, Patrik lo ha colpito» e aggiunge che erano a volto coperto con una maglia in faccia. Poi hanno preso il bancomat: «Sì, bancomat e soldi e poi lo abbiamo lasciato lì e siamo andati via». Il numero del pin? L’avete picchiato per farvelo dare? «No l’ha dato lui subito». E poi via al bancomat a incassare 250 euro: un mese dopo, un assalto-fotocopia ad Aguscello. Con la morte di Tartari.
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