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Ferrara, il PalaSpecchi salvato da una proroga

Ferrara, il PalaSpecchi salvato da una proroga

La Cdp sposta al 31 marzo l’ultima data utile per il fondo investimenti. Tagliani: ora via allo sgombero. Parnasi: sarà un fiore all’occhiello per la città

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FERRARA. Una proroga ha salvato il progetto di riqualificazione del Palazzo degli Specchi. La dead line, cioè la scadenza oltre la quale il progetto rischia di non essere finanziato, è stata fissata al 31 marzo di quest’anno, tre mesi dopo la data che era stata già individuata come limite invalicabile: il 31 dicembre 2015. Il perché l’ha spiegato ieri mattina Paola Delmonte, responsabile Social Housing della Cassa Depositi e Prestiti Investimenti Sgr, società mista pubblico-privata partecipata dal settore bancario: «In questo progetto noi ci crediamo e proprio per questo motivo, in deroga al regolamento del fondo nazionale, abbiamo prorogato l’ultima data utile per l’intervento finanziario». Una dilazione indispensabile per tenere in piedi l’intera operazione: complessivamente, infatti, l’investimento muoverà 43,9 milioni di euro, 32,9 dei quali saranno erogati da Cdp, 3,3 da Acer, 2 milioni e rotti da Vittadello (l’appaltatore), e il resto da Parsitalia, che conferirà il terreno oltre a una quota finanziaria. Il piano prevede la demolizione del ponte a scavalco su via Tassoni e il recupero dei due grandi blocchi laterali.

All’interno degli edifici ristrutturati saranno ricavati la sede del comando della polizia municipale e 268 alloggi di housing sociale da affittare con canone calmierato (intorno ai 300 euro al mese). Ci saranno anche 110 posti letto per studenti. Un 20% dell’intero complesso sarà destinato alla vendita convenzionata, 3.000 metri quadrati a commerciale e servizi. L’annuncio della proroga salva-PalaSpecchi è arrivato al termine dell’incontro che ha riunito a Ferrara, attorno allo stesso tavolo, i finanziatori e promotori del progetto (Cdp, Acer, Vittadello e Gruppo immobiliare Parsitalia) oltre al vertice dell’amministrazione comunale.

Entro il 31 marzo, per entrare nel concreto, dovrebbe essere firmato l’atto che conferisce le quote di partecipazione, immobile e terreno al Fondo Investire Sgr, che avvierà l’operazione. I prossimi due mesi saranno impiegati per mettere a punto i dettagli tecnico-giuridici e per procedere alla bonifica dell’area, attualmente occupata da abusivi e in stato di degrado. «Saranno messe in piedi tutte le iniziative necessarie per lo sgombero dell'edificio, dove attualmente vivono (anche se il dato non è stabile) 3-4 nuclei familiari e 40-50 persone singole. La prossima settimana avvieremo un percorso con gli occupanti che coinvolgerà anche i servizi sociali per liberare il complesso», dice il sindaco Tiziano Tagliani. La proprietà rinforzerà la vigilanza privata, ma in appoggio troverà la polizia municipale e le forze dell’ordine.

«Questa zona deve trasformarsi in uno straordinario pezzo di città per chiudere una vicenda ormai trentennale (i lavori terminarono nel 1989, ndr) - ha proseguito Tagliani - ed è un capitolo che vogliamo chiudere prima della prossima legislatura». Luca Parnasi, proprietario del Palaspecchi attraverso “Ferrara 2007” e amministratore delegato di Parsitalia (la società è in pista anche per la costruzione dello stadio di Roma) è convinto che «questa operazione di riqualificazione urbana diventerà un fiore all’occhiello per Ferrara, grazie anche al Comune che ha accompagnato per 8 anni, in buona parte marcati dalla crisi, un progetto di grande spessore». Il ritorno economico dovrebbe essere garantito dall'incasso dei canoni d’affitto.

La Cdp conta su un 2% oltre l’inflazione ma anche l’Acer che gestirà l’housing sociale, ha spiegato il direttore Diego Carrara, rientrerà dell’investimento programmato. Fabio Carlozzo, managing director di Fondo Investire Sgr, ha precisato che il cantiere dovrebbe essere chiuso entro 2-3 anni». Il fondo si scioglierà fra 25 anni e gli immobili potranno continuare ad essere gestiti dagli investitori o ceduti. Rosaria Broccoletti (questura) ha concluso ringraziando «la “squadra” che si sta adoperando per un intervento a beneficio del territorio». (gi.ca.)

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