Il deficit del centro Il Melo «Problema da risolvere»
Il neo presidente Serralungo ha ereditato una pesante situazione economica «Stiamo realizzando un contenimento delle spese e rivedendo i vari contratti»
Il neo presidente del Centro di promozione sociale “Il Melo”, Vincenzo Serralungo, a sei mesi dalla nomina fa un primo bilancio della sua attività. «Sono stato eletto in seguito alle dimissioni di Mara Palpacelli - ricorda - e ho dovuto subito provvedere a sanare la impegnativa situazione economica che ho trovato e che è ancora deficitaria. Per prima cosa ho interpellato i tecnici che avevano realizzato i lavori di ampliamento della Sala Aurora per capire come e da dove potevo muovermi. In questo modo ho potuto conoscere il percorso che aveva portato il Centro allo stato attuale delle cose e decidere come procedere per risolvere alcuni problemi base». Rendersi conto di una situazione è stato solo il primo passo per introdurre successivamente i primi rimedi e chiedere a tutti i collaboratori , immediati sacrifici relativi ad una drastica riduzione delle spese in particolare sugli acquisti degli approvvigionamenti del Bar, di rivedere il contratto con l'Assicurazione ed anche una massima trasparenza. «Devo ammettere - prosegue il presidente - che tutti i collaboratori mi stanno seguendo con molta partecipazione anche se si è presentato un altro problema, quello di tenere ben presente lo slogan “Nessuno qui è proprietario di qualcosa, neppure del ruolo che si è stati chiamati a ricoprire“. Se si accetta un incarico è solo per offrire un servizio al Centro ed ai suoi soci che vanno soprattutto compresi, rispettati, mentre con gli altri collaboratori, si deve fare rete facendo riferimento solo al presidente che si è assunto tutte le responsabilità della gestione. Insomma ci deve essere un ridimensionamento dei propri ruoli e portarli a termine con la giusta consapevolezza».
Serralungo che prima era un collaboratore di Gianni Artini presidente dell'Ancescao provinciale, ha chiesto un contributo al Comune di Ferrara perché tutta l'attività che si svolge nei Centri Sociali è a totale titolo gratuito, basata sul volontariato che può anche venir meno per diversi motivi e che oggi è sempre più difficile sostituire specie per l'atteggiamento poco comprensivo che molti iscritti hanno verso i giovani.
«Ci rivedremo fra altri sei mesi e vedremo cosa sarò riuscito a realizzare».
Margherita Goberti
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