La Nuova Ferrara

Ferrara

Intervento del rabbino Caro

L’omaggio alle vittime della Shoah

L’omaggio alle vittime della Shoah

CENTO. Una testimonianza forte e toccante, quella del rabbino Luciano Meir Caro in consiglio comunale a Cento. Un intervento, per commemorare la Giornata della Memoria, in ricordo delle vittime della...

2 MINUTI DI LETTURA





CENTO. Una testimonianza forte e toccante, quella del rabbino Luciano Meir Caro in consiglio comunale a Cento. Un intervento, per commemorare la Giornata della Memoria, in ricordo delle vittime della Shoah, per non dimenticare l'Olocausto, e perché non accada mai più. Il sindaco Piero Lodi ha ricordato la cerimonia svolta in mattinata in prefettura dove sono state assegnate onorificenze del presidente della Repubblica, alla memoria dei deportati ed internati militari italiani, rifiutando di entrare nelle fila della Repubblica sociale di Salò. Ritirato dal figlio Massimo Fortini, intervenuto ieri sera nel consesso centese, l'omaggio al renazzese Pietro Fortini che ha vissuto, tra grandi difficoltà e momenti drammatici, due anni di detenzione nel campo di Mauthausen. Nel ribadire il profondo legame con la città di Cento, la testimonianza del rabbino Luciano Caro che, con un scatto nell'attualità, ha dato voce al timore degli ebrei per quanto sta emergendo in Europa e in Italia. Dal sindaco Lodi e dall'intero consiglio comunale, la consegna al rabbino della medaglia d'onore della Città di Cento. L'assessore alla cultura Claudia Tassinari ha ripercorso quanto fatto dal Comune per ricordare la storia degli ebrei a Cento: gli eventi nella giornata della cultura ebraica, una via dedicata alla data simbolo del 27 Gennaio, e una piazza a Benjamin Disraeli (di famiglia centese) fino alle visite al Ghetto nel quale s’intreccia la storia della comunità ebraica di Cento.

Domani infine alle 17.30 nel nuovo Centro giovanile di Cento, interverrà l'attore teatrale, drammaturgo, scrittore, compositore e cantante italiano Moni Ovadia, discendente da famiglia ebraica. Filo conduttore dei suoi spettacoli e della vasta produzione discografica e libraria, è il «vagabondaggio culturale e reale, proprio del popolo ebraico, di cui egli si sente figlio e rappresentante». A marzo poi, ha anticipato la Tassinari, verrà pubblicato un libro, curato dal professor Mauro Perani (ordinario di ebraico all'Università di Bologna), Casa editrice Giuntina, relativo alle sepolture presenti nel cimitero ebraico centese: «La più famosa, quella del rabbino Immanuel Chay Ricchi, uno dei maggiori kabbalisti italiani, nato nel 1688 e deceduto nel 1743. La sua presenza fa del cimitero ebraico locale un luogo di pellegrinaggio anche da parte di stranieri. Una preziosa memoria del passato da far conoscere ai contemporanei e da preservare per le generazioni future». (be.ba.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google