Ragazza palpeggiata, l'aggressore ai domiciliari
Convalidato l’arresto del diciannovenne fermato lunedì sera dai carabinieri di Ferrara. Cobianchi (Spi-Cgil): «Ancora un abuso e un oltraggio nei confronti delle donne»
FERRARA. Arresti domiciliari per Emanuel Rosu, il diciannovenne rumeno finito in manette lunedì sera dopo l’aggressione sessuale a una studentessa universitaria che stava andando in stazione. All’udienza di ieri il giudice ha infatti convalidato l’arresto e disposto la misura dei domiciliari. Altri due connazionali, Pavel Mocanu di 35 anni e Dragos Rosu di 37 sono stati denunciati per aver importunato la ragazza, una marocchina poco più che ventenne, e devono rispondere di molestie alla persona. L’episodio era avvenuto attorno alle 19 di lunedì lungo la strada che dalla facoltà di Informatica porta alla stazione ferroviaria. La ragazza era stata avvicinata dal gruppetto e palpeggiata dal diciannovenne mentre gli altri la circondavano e la importunavano. I tre poi si sono dileguati ma la ragazza aveva chiamato il 112 e poco dopo i carabinieri avevano individuato e bloccato i tre, per procedere poi all’arresto di Emanuel Rosu.
Un episodio che ha suscitato diversi commenti allarmati, primi fra tutti quelli dell’assessora alle Pari Opportunità Annalisa Felletti («ferma condanna per questi fatti che non hanno giustificazioni possibili. Da qui la necessità di perseguire, rafforzare e valorizzare i percorsi d'insegnamento sulla parità ed il contrasto alla diffusione degli stereotipi di genere, sull'educazione alle differenze») e del presidente provinciale di Fratelli d’Italia Paolo Spath: («È la dimostrazione di come certa gente non sia in grado di vivere civilmente nella nostra società e di come certe zone siano lasciate al degrado. Chiediamo la certezza della pena»).
Commenti a cui si aggiunge ora quello di Biagia Cobianchi, responsabile del Coordinamento donne dello Spi-Cgil di Ferrara, che a nome dell’intero sodalizio si associa alle parole dell’assessora Felletti: «Ancora una volta, nonostante le misure di repressione previste dalla normativa, nonostante l'impegno delle istituzioni sul tema della sicurezza, assistiamo a comportamenti di abuso e di oltraggio nei confronti della donna. Concordiamo sulla necessità di continuare le attività di prevenzione, con percorsi di formazione sulla parità, di educazione alle differenze, al rispetto, al rifiuto di ogni forma di violenza e sopruso. Siamo impegnate al fianco di quanti - Enti, Istituzioni, Organizzazioni sociali - agiscono per promuovere la crescita di individui liberi da stereotipi e pregiudizi, capaci di praticare la non violenza come regola di vita».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
