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codigoro - il tar revoca l’ordinanza municipale

«Vietato abbattere i piccioni»

Il Comune dovrà pagare 600 euro per le spese di giudizio

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CODIGORO. Il Comune di Codigoro nel 2011 con un’ordinanza sindacale, aveva attivato un piano di controllo e di limitazione alla cattura ed all’abbattimento del piccione domestico, riservato ai cacciatori autorizzati all'esercizio dell’attività venatoria.

Ma per il Tar dell’Emilia-Romagna tale atto è illegittimo. Infatti, per la sezione regionale dell’organo di giustizia amministrativa, il Comune era incompetente ad adottare l’atto in quanto spetta in via esclusiva alle Province l’attuazione dei Piani mirati al contenimento della fauna selvatica. Inoltre, nell’attivazione dei piani di abbattimento, i cacciatori non sono ricompresi fra i soggetti autorizzati all’esecuzione.

Con queste motivazioni il Tar dell’Emilia-Romagna ha revocato in regime di autotutela l’ordinanza sindacale del settembre dell'anno 2011.

Il ricorso al Tar regionale avverso l’ordinanza era stato promosso dalla Lac (Lega per l’Abolizione della Caccia) con sede a Milano, per l’annullamento della stessa, previa sospensione degli effetti.

Il Tar, accogliendo il ricorso, ha anche disposto la compensazione delle spese di giudizio. Tra le spese prenotate a debito, fanno parte anche quelle relative al contributo unificato nel processo amministrativo il cui onere relativo al pagamento ricade in ogni caso sulla parte soccombente, anche nel caso di compensazione giudiziale delle spese e che, trattandosi di ricorso ordinario, il contributo unificato dovuto è pari a 600 euro.

L’amministrazione comunale è stata dunque chiamata a liquidare la somma richiesta e pertanto ha disposto nei giorni scorsi di impegnare il relativo importo per procedere alla successiva liquidazione di tale onere di giudizio.

Piergiorgio Felletti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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