Al Palasport di Ferrara la festa e i timori dell’Auser: siamo volontari, no alle multe
Il 25esimo compleanno turbato dalle ispezioni e da verbali da decine di migliaia di euro
Doveva essere una festa di compleanno piena di progetti ed energie positive, quella che stamane l’Auser Emilia Romagna organizza al Palasport di Ferrara. Ma il palcoscenico dei 25 anni, invece che dall’idea di Auseriadi (nuotate, camminate, biciclettate, tiro alla fune per i volontari dell’associazione) da organizzare in contemporanea con le Olimpiadi di Rio, rischia di essere ingombro delle preoccupazioni per il futuro, innescate dai verbali degli ispettori di lavoro, Inail e Inps, per le attività svolte a Budrio e Jolanda di Savoia. L’accusa è che quello di Auser non fosse volontariato ma lavoro subordinato, e che il rimborso spese ai volontari fosse in realtà una paga oraria. La conseguenza sono sanzioni da centinaia di migliaia di euro, che con la derubricazione si sono ridotte di uno zero. «Riteniamo quest’accusa irricevibile - ha detto il presidente regionale Fausto Viviani - ma confidiamo nella giustizia. I nostri volontari hanno diritto per legge ai rimborsi, si tratta in media di un’ottantina di euro al mese. Hanno delle responsabilità: accanto alle persone anziane e sole, davanti alle scuole, nella cura dei parchi, nei musei, nei servizi sanitari. Sono persone responsabili, non subordinate». La soluzione, per l’Auser, sarebbe semplificare la burocrazia, «il quadro entro cui agiamo non è sufficientemente chiaro» aggiunge Viviani; si sta anche lavorando a trasformare i rimborsi in buoni spesa, assieme a coop Alleanza 3.0, e definire nuove linee guida. Vedremo oggi cosa ne pensano i mille volontari attesi in città.
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