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Influenza, 63mila vaccini meno adesioni delle attese

Influenza, 63mila vaccini meno adesioni delle attese

L’Asl ha acquistato 81mila dosi, all’appello sono mancati anche anziani e bimbi Il dirigente Cosenza: più rischi per le categorie da proteggere, il picco a febbraio

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«Siamo ancora un po’ sotto rispetto alle attese». La campagna di vaccinazione per il virus dell’influenza è virtualmente conclusa e nel Dipartimento di Sanità pubblica dell’Asl, diretto da Giuseppe Cosenza, si tirano le somme dell’ultima stagione. Il bilancio «è ancora provvisorio - ci tiene a sottolineare il medico igienista - ma il trend ormai sembra consolidarsi, non solo a Ferrara». L’Asl estense si è procurata 81.530 vaccini destinati a proteggere le categorie a rischio, in particolare anziani con età superiore ai 64 anni, bambini di età superiore ai 6 mesi e ragazzi e adulti fino a 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza (metaboliche, cardiocircolatorie, renali, respiratorie etc.), donne al secondo o terzo mese di gravidanza. Le dosi somministrate, però, si sono fermate a quota 63mila (anche se non tutti i dati sono stati ancora caricati). Un gap di quasi 20mila iniezioni che potrebbe «esporre i pazienti a complicanze molto serie, nei casi più gravi fino alla morte (l’anno scorso in Emilia Romagna sono stati 40 i decessi collegati all’epidemia) se si considera che il picco dei contagi è previsto per la metà di febbraio», osserva Cosenza.

Stando ai dati raccolti dalla rete epidemiologica nazionale Influnet, nella settimana che sta per finire in media in regione si sono ammalate 4.5 persone su mille, che rapportato alla popolazione della provincia fa salire a circa 1500 il numero dei possibili “influenzati” tra il Po, il Reno e la costa. «Siamo ancora in una fase in cui è prevista una crescita dell’incidenza - prosegue Cosenza - ma la rispondenza inferiore alle attese, soprattutto negli anziani, in una provincia dove questa fascia della popolazione è molto concentrata, riflette un atteggiamento anche di diffidenza o di scarso interesse che non ha ragione di essere». Anche i bambini però hanno in parte disertato l’appuntamento con l’iniezione: sui 240 inviti “mirati” «hanno risposto solo 100 famiglie», riporta Cosenza. Si tratta comunque di una tendenza generale «allineata al resto della regione e del Paese». Gli episodi dei vaccini ritirati dal commercio nel 2012 e nel 2014 hanno suscitato un po’ di diffidenza, argomenta il dirigente - ma anche le temperature relativamente alte per la stagione, con giornate di sole, e i sintomi piuttosto blandi evidentemente hanno contribuito a diffondere l’idea che quest’anno il rischio è più basso del passato. «Chi appartiene alle categorie a rischio dovrebbe invece proteggersi - conclude Cosenza - Tenendo conto che il picco arriverà entro due settimane è ancora possibile ricorrere al vaccino, anche se siamo nell’ultima finestra utile». Il costo delle dosi è stato quest’anno di 396mila euro. (gi.ca.)

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