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«Si chiedeva il permesso per tutto»

«Si chiedeva il permesso per tutto»

Comacchio, sulla vicenda del frate impiccato le parole di una suora dell’Ordine

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COMACCHIO. Sul convento cosiddetto “degli orrori” a Frigento (Av), uno dei giornali che più ha seguito la vicenda è il settimanale Giallo (Cairo Editore), che per primo ha pubblicato stralci del ricco fascicolo in possesso alla Procura di Avellino. Lo stesso sul quale si cercano collegamenti con la morte di fra Emanuele Maria Rabanser, 30enne di Ortisei (Bz) trovato impiccato in uno sgabuzzino della chiesa di Santa Maria in Aula Regia, a Comacchio, dove il giovane era uno dei tre frati dell’Ordine dei Francescani dell’Immacolata, lo stesso del convento in provincia di Avellino.

Ebbene, proprio di Comacchio parla l’ultimo numero di Giallo. Il giornalista Gian Pietro Fiore cita le parole di suor Angelica, una delle religiose sentite da padre Volpi, commissario apostolico inviato a Frigento per indagare su voci ‘strane’ e poi morto a sua volta all’improvviso lo scorso giugno: “A Comacchio una suora soffriva di intolleranze ad alcuni cibi attestate dal medico... ma la superiora la guardava con aria severa e poi rideva dicendole di non avere comportamenti infantili... E si doveva chiedere il permesso per ogni piccola cosa”. È un esempio delle presunte punizioni inflitte alle suore di quell’Ordine.

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