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un progetto che chiede sostegno

«Una nuova tecnologia per l’energia eolica»

«Una nuova tecnologia per l’energia eolica»

Corsa per il brevetto. Imprenditore va in rettorato ma viene scortato fuori dai carabinieri

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Sono convinti di aver avuto un’idea meravigliosa e di poter contribuire a risolvere il problema di sostituire a costi sostenibili l’energia estratta da combustibili fossili con quella più pulita prodotta dal vento. Un progetto per il quale è già stata avviata l’istruttoria di deposito del brevetto che per essere tutelato in tutto il mondo necessita di risorse (70mila euro) e deve confrontarsi con una scadenza: il 12 febbraio. Per quella data «bisogna sviluppare l’estensione» della tutela in 144 Paesi, spiega Riccardo Benazzi, il responsabile tecnico di Gaia srl, la società fondata assieme all’amministratore delegato Davide Pelizzari che dovrebbe aprire la strada alla nuova soluzione. L’impianto consente di sfruttare l’eolico «in modo molto più economico rispetto ai sistemi oggi in uso - precisa Benazzi - e funziona bene anche in zone poco ventose». La tecnologia si chiama Mec (Modular Eolic Centrifuge), è stata già testata nella campagna ferrarese, e produce energia azionando tanti piccoli mulini in grado di sfruttare al meglio il vento da qualsiasi direzione provenga. Per raccogliere i fondi i due imprenditori si sono rivolti al popolo del web attraverso una piattaforma di crowdfunding, sistema di finanziamento che si basa sui contributi volontari di persone che aderiscono all’iniziativa. «Abbiamo anche cercato di coinvolgere l’Università di Ferrara - afferma Benazzi - alla quale abbiamo chiesto un sostegno che possa aiutarci a proteggere e diffondere il progetto. Non chiediamo soldi ma un appoggio “autorevole” che possa far passare il messaggio che si tratta di un sistema utile e innovativo». Benazzi l’altro ieri ha incontrato il rettore, Giorgio Zauli. «Mi sembrava interessato», ha dichiarato. Ma ieri si è presentato di nuovo («senza appuntamento», dice) in rettorato ed è stato accompagnato fuori dai carabinieri. «Non volevo far niente di male - ha detto Benazzi - solo chiedere i tempi di un eventuale impegno di Unife. Continuerò a presentarmi in rettorato finché non avrò una risposta».

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