A truffarci sono stati Bankitalia e Consob
di GIANFRANCO TOMASI* Appoggio tutti i ferraresi che stanno combattendo la battaglia di Ferrara per fare sentire la propria voce, dalle associazioni rappresentative dei risparmiatori, come il...
di GIANFRANCO TOMASI*
Appoggio tutti i ferraresi che stanno combattendo la battaglia di Ferrara per fare sentire la propria voce, dalle associazioni rappresentative dei risparmiatori, come il Codacons, la Confconsumatori, gli Amici di Carife, per citarne solo alcune, tutti i politici che stanno intervenendo sino al nostro primo cittadino, il sindaco Tiziano Tagliani, che a più riprese è intervenuto sulla stampa, locale e nazionale. L'obbiettivo comune è quello di avere una risposta concreta dal Governo, un intervento che non può non arrivare e che dobbiamo pretendere sia messo in atto per risarcirci integralmente al più presto, come per tutti i risparmiatori travolti dal bagno di sangue causato dalle altre tre banche, banca Etrutia, banca Marche e CariChieti.
Del resto, è del nostro Presidente del Consiglio l'affermazione, che condivido pienamente, secondo cui chi è stato truffato deve essere risarcito. Ciò deve avvenire senza discriminazioni, e quindi indipendentemente dalla natura del credito: correntista, obbligazionista, obbligazionista subordinato o azionista. Se l'azzeramento del conto o degli strumenti finanziari è avvenuto in esecuzione di un disegno truffaldino, scatta automaticamente l'obbligo di risarcimento totale.
Non può che essere questo il significato delle parole più volte spiegate dal premier Renzi e dai suoi più vicini collaboratori, anche ferraresi. Ora, affinchè tale principio trovi effettivamente applicazione e consegua i risultati da tutti auspicati, al di là delle responsabilità dei vari management, che indubbiamente vi sono state, il successivo passo del Governo deve essere quello di creare le condizioni per far sì che tale risarcimento avvenga nel modo più semplice e tempestivo possibile.
Solo così potrà essere riconquistata la fiducia dei risparmiatori nelle Banche, ma ancor di più nelle istituzioni, e quindi nel nostro Governo, nonché nel mercato. In caso contrario, sarebbe questa volta davvero il fallimento del sistema bancario, se pertale intendiamo un apparato che ha come primario scopo quello di esercitare le proprie fondamentali funzioni di raccolta ed erogazione tutelando il risparmio, nonché il fallimento del Governo, che quindi non potrebbe esimersi dalla propria responsabilità politica. Ciò con conseguenze non meno rilevanti, ed anzi immediate e dirette, sul mercato.
Tuttavia, è necessaria una precisazione per quanto riguarda il caso della Cassa di Risparmio di Ferrara. Ritengo, infatti, che l'accorpamento della "gestione delle 4 banche" effettuato con il decreto legge 22 novembre del 2015 n. 183 (prima) e con il D. legislativo 28 dicembre 2015 n. 208 (poi), debba necessariamente tenere conto della specificità che ha interessato Carife, con un aumento di capitale per 150 milioni di euro e l'immediato successivo commissariamento, e che la distingue dagli altri casi.
Infatti, la prima ispezione di Banca Italia in Carife risale al 2009, ma nessuna problematica all'epoca veniva esternalizzata, o per lo meno nessuna neppur minima anomalia veniva pubblicizzata. È poi del 2010 l'aumento di capitale, avallato da Banca d'Italia e da Consob, e perfezionato nel 2011: 150 milioni di euro, di cui circa 57 milioni sottoscritti dalla platea di pensionati e impiegati, imprenditori e artigiani, tutti fiduciosi perché tutti quanti, compreso me, forse ingenui, ma convinti ad uno ad uno ad intervenire nell'operazione garantita dalla vigilanza di Banca Italia e Consob, tutti convinti a partecipare al piano preordinato da Banca Italia e Consob come unica e sicura strada per il rafforzamento della nostra banca locale.
Ed invece, all'aumento di capitale segue a breve il commissariamento, con i numeri di indebitamento cento o forse mille volte superiori a quelli diffusi appena prima nell'ambito della raccolta di capitale, tanto che si arriva all'azzeramento di tutti i titoli della banca, con le conseguenze che stiamo oggi vivendo e subendo. Anche l'occhio meno attento o la mente meno abituata a conoscere questioni giuridiche non può non vedere un disegno truffaldino in tutto questo. Pertanto, senza nulla togliere ai diritti dei risparmiatori truffati dalle altri tre istituti di credito, ai quali le rispettive banche, ormai in tracollo conclamato, hanno venduto titoli che in realtà erano carta senza alcun valore, e che per questo devono essere risarciti in toto, non si può non vedere che nel caso Carife si aggiunge una ulteriore ipotesi fraudolenta.
È evidente che l'inganno in Carife è ancora più grave, perché diretto e preordinato da Banca Italia e Consob. Questi organismi, in forza del ruolo di vigilanti loro assegnato dalla legge, vedendo i conti di Carife sin dal 2009, e quindi ben prima del commissariamento, avrebbero potuto, anzi dovuto per legge, assumere iniziative a salvaguardia dei risparmiatori. Invece, nulla di tutto questo hanno fatto, ed anzi Banca d’Italia e Consob hanno condotto l'operazione di aumento di capitale di Carife ed il conseguente disegno commissariale volto a colpire i risparmiatori, cioè chi, senza alcuna colpa, se non quella di avere riposto fiducia incondizionata nella propria banca locale, in cambio di aiuto, è stato tradito, ingannato e derubato.
Per tutto questo e per non essere traditi nuovamente, sono fiducioso nell'intervento del Governo, che, come restituirà integralmente ai risparmiatori di Banca Etruria e delle altre due banche quanto hanno perduto perché atto loro dovuto, così provvederà per la vicenda di Carife, dove, lo ripeto, la truffa è stata ancora più grande, perché la banca ha venduto le azioni sotto l'approvazione della Banca d'Italia, che ha vigilato affinchè le azioni venissero collocate a noi risparmiatori per poi commissariare la Carife subito dopo arrivando a valutare le stesse come carta straccia e contraddicendo clamorosamente se stessa in merito alle precedenti valutazioni che hanno portato all'aumento di capitale della Banca.
. *imprenditore di Comacchio
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