«Non c’è libertà senza memoria»
Nuovo Centro giovanile gremito per l’incontro con Moni Ovadia
CENTO. «Senza memoria, non c'è identità, né libertà. Serve per conoscere e vivere nel presente e nel futuro. Ma non c'è solo l'antisemitismo e la Shoah da ricordare. Nel mondo, troppe le vittime delle persecuzioni di ieri e di oggi, per cui è bene parlare del giorno delle memorie». Nel nuovo Centro giovanile, allestito e illuminato per “Per non dimenticare”, un partecipato incontro con il grande Moni Ovadia, drammaturgo, scrittore, nonché artista insignito del premio Colombe d’Oro per la Pace e del Premio del Presidente della Repubblica per la carriera artistica dedicata ai temi della pace e dell'integrazione delle culture.
«In un luogo dedicato ai giovani centesi - ha introdotto l'assessore alla cultura e presidente della Fondazione Teatro, Claudia Tassinari - la scelta di realizzare un evento importante, dedicato alla Giornata della Memoria, in uno spazio a loro dedicato, che si affaccia su una piazza da poco intitolata a ebreo con origini centesi Benjamin Disraeli, e su via 27 gennaio».
Poi, con Ovadia un vagabondaggio culturale davanti ad un pubblico rapito: «Quello della memoria, un giorno importante, che diventa spesso occasione di retorica e falsa coscienza. La memoria è qualcosa di troppo importante per farla diventare vuota celebrazione». Dal fenomeno dell'emigrazione degli italiani in tutto il mondo al viaggio tra le genti e i popoli, come gli ebrei, i rom, i testimoni di Geova, gli omosessuali, gli antifascisti e i disabili, uniti dallo stesso destino, lo sterminio, la considerazione che «la questione della memoria, riguarda tutti. Il giorno della memoria non è per chi è stato sterminato, ma per chi ha avuto regimi carnefici. Un'occasione per noi italiani, per uscire dallo stereotipo di definirci “brava gente”, e per riconoscere le responsabilità, come nazione, di aver collaborato allo sterminio commesso dai fascisti, compreso il genocidio in Cirenaica (Libia), lo sterminio degli Etiopi, in Ex Jugoslavia o le Foibe. Serve che i carnefici ammettano la verità, poi si può arrivare alla riconciliazione». Da Ovadia, esempi di genocidi in tutto il mondo, e l'importanza della memoria per i giovani: «Il giorno della memoria deve diventare il giorno del coraggio e della verità, al di fuori di ogni strumentalizzazione». (b.b.)
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