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Non voleva la guerra La lezione di Ferruccio è ancora valida

Non voleva la guerra La lezione di Ferruccio è ancora valida

La media del Barco intitolata dell’ex deportato Mazza Tagliani e Civolani (Anpi): il suo era un messaggio di pace

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«Voglio ringraziare la scuola perché la trasmissione di messaggi è trasmissione di valori. Altri luoghi oggi non hanno la capacità comunicativa che ha la scuola. Ai ragazzi vorrei ricordare che con la targa non si chiude un cerchio, perché la storia inizia da questo momento, e ognuno di noi ha una responsabilità nel costruirla». Così il sindaco Tiziano Tagliani ha commentato ieri l’intitolazione della scuola media di Barco a Ferruccio Mazza, deportato ferrarese per non essersi arruolato nell’esercito fascista dopo l'8 settembre ’43, nei campi di lavoro di Ludwigschafen e Annweiler. Nel suo discorso, il sindaco ha sottolineato il ruolo che tutti noi abbiamo nel costruire la storia: «Uomini e donne di una comunità, con le loro azioni, contribuiscono a scrivere un pezzo di storia. Anche in questi giorni la stiamo costruendo e quello che vivremo nel futuro sarà frutto delle nostre azioni. La partecipazione e la democrazia sono fattori fondamentali». L’intitolazione della scuola a Ferruccio Mazza è stata organizzata dall’Anpi, il cui presidente Daniele Civolani ha sottolineato il messaggio di pace di cui era portatore l’amico Ferruccio. "«Non è un caso che la targa a sua memoria sia ricoperta da un drappo della pace - commenta Civolani - il suo messaggio è sempre stato di pace. Anche quando piangeva non aveva aggressività verso qualcuno». L’amicizia tra Civolani e Mazza è nata proprio nella scuola media di Barco, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile. «Stava parlando un signore di Modena, quando in fondo alla sala vedo Ferruccio che piange. Gli chiesi il motivo, e lui mi rispose che gli sembrava di rivivere la sua vicenda. Da allora l’ho incoraggiato a parlare, e tra pianti e ricordi, abbiamo scritto un libro, “Sklavin-storia di un deportato nei campi di lavoro”. Siamo andati in tante scuole, sia a Ferrara che nel Veneto, per trasmettere il valore del ricordo. Per me Ferruccio è stato più di un amico, è stato una parte della mia vita», conclude Civolani. Il dramma di Ferruccio è stato rievocato nello spettacolo teatrale liberamente tratto dal libro “Sklavin”. Un’intensa Alessia Passarelli ha toccato le corde dell’anima del pubblico che gremiva il teatro scolastico. Interpretando sia il ruolo di Ferruccio che della moglie, ha commosso la sala, mettendo in luce il dramma vissuto dal protagonista, che sopravvivendo alla fame e agli stenti, è riuscito a riabbracciare l'adorata moglie e i figli, tra cui Elisabetta, presente ieri alla cerimonia.Le musiche erano a cura di Giovanni Tuffano e Gianluca Fortini. Alla cerimonia erano presenti la dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo Cosmé Tura, Lia Bazzanini, l'assessora all'Istruzione Annalisa Felletti, e la presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea Anna Quarzi.

Veronica Capucci

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