«Qualcosa non va nella raccolta dei rifiuti agricoli»
Calderoni (Cia): semplificare la consegna di ingombranti Fare chiarezza su passaggio competenze Provincia-Arpae
«La gestione e lo smaltimento dei rifiuti agricoli non sta funzionando alla perfezione - a sostenerlo è Cia Ferrara con il suo presidente Stefano Calderoni - Parliamo di materiali non pericolosi ma ingombranti, in particolare teli di nylon per la pacciamatura, tubi in Pvc per irrigazione, teloni di serre, che le aziende agricole hanno difficoltà a trasportare e smaltire, a meno di avvalersi di servizi di ritiro specializzati che gravano sui costi di produzione aziendali».
Attualmente è in vigore l'accordo, sancito nel 2013 e valido fino al 2018, tra la Provincia e i soggetti interessati allo smaltimento come associazioni di categoria, cooperative e le multiutility che si occupano sul territorio di servizi ambientali. L’accordo prevede che un'azienda agricola socia di cooperativa possa trasportare e consegnare i rifiuti non pericolosi ai centri di raccolta temporanei allestiti nelle cooperative aderenti. Un servizio sostanzialmente gratuito che dovrebbe risolvere, appunto, il problema dei rifiuti ingombranti che, soprattutto dalle aziende a forte vocazione orticola sono prodotti in grande quantità.
Cosa non funziona, dunque, dal punto di vista operativo? «L'accordo di programma per la gestione dei rifiuti prodotti dalle aziende agricole - spiega Calderoni - è sicuramente una positiva forma di collaborazione tra i diversi soggetti interessati che dal punto di vista operativo ha portato alcuni miglioramenti per le aziende ma che presenta, di fatto, alcuni significativi limiti organizzativi. I centri temporanei di raggruppamento autorizzati, allestiti da diversi soggetti cooperativi sul territorio, sono attrezzati per raccogliere alcuni rifiuti, ad esempio la plastica bonificata degli agrofarmaci, ma spesso non riescono a gestire le consegne di grosse quantità di ingombranti come i nylon da pacciamatura. Inoltre sono aperti solo pochi giorni durante l'anno, una frequenza non sufficiente».
Secondo Calderoni per ovviare a tale inconveniente «potrebbero essere creati dei centri di raccolta, gestiti dalle amministrazioni comunali e aperti settimanalmente come le oasi ecologiche, in grado di raccogliere tutti i rifiuti non pericolosi». Per la consegna in questi centri dovrebbero naturalmente valere le regole dell'accordo provinciale che consentono a un'azienda di movimentare i rifiuti senza dover essere iscritti al registro dei trasportatori, ma compilando unicamente un formulario che indichi la tipologia dei rifiuti trasportati.
«La disponibilità di questi centri eviterebbe, tra l'altro, danni ambientali nelle campagne dove ancora troppo spesso la plastica viene smaltita in maniera non corretta. C'è poi un altro interrogativo - conclude Calderoni - sulla futura gestione dei rifiuti ora che le competenze legate all'ambiente e ai rifiuti sono passate dalla Provincia all'Arpae. Chiediamo che venga fatta chiarezza sul tipo di interlocutore che avremo nei prossimi anni e se si continuerà ad applicare l'accordo di gestione, teoricamente in essere fino al 2018, o saranno effettuati dei cambiamenti sostanziali».
Andrea Tebaldi
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