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A Ferrara si intercetta più di Antimafia e terrorismo

A Ferrara si intercetta più di Antimafia e terrorismo

Tra 2014/2015 boom d’inchieste: + 350% di ‘ambientali’ e + 49% telefoniche Ma i tempi dei processi diminuiscono: «La nostra, giustizia con numeri europei»

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In un anno, gli uffici giudiziari di Ferrara hanno intercettato - in percentuale, si faccia attenzione - più degli inquirenti che lavorano all’Antimafia regionale e dei nuclei Antiterrorismo. Tra 2014 e 2015 (le statistiche si fermano al giugno 2015), i «bersagli intercettati», come recita la tabella che indica i numeri resi noti all’inaugurazione dell’anno giudiziario sabato scorso a Bologna, sono aumentati per quanto riguarda le intercettazioni telefoniche del 49.07% e del 350 % per quelle ‘ambientali’, le classiche cimici piazzate su auto, nele case e altro.

Indagini in corso. Un dato che, ovviamente, le cronache cittadine non hanno (e non possono) potuto registrare, in quanto si tratta di indagini in corso e che comunque indicano che i fatti di cronaca accaduti in provincia, sono di difficile soluzione. E che nonostante i tagli alla giustizia (anche le intercettazioni), in questi casi sono state concesse perchè determinanti e necessarie. Nel dettaglio a Ferrara in un anno sono stati 161 i «bersagli» intercettati, telefonicamente, contro i 108 dell’anno precedente (anno giudiziario 2013/2014).

Bersagli cresciuti del 350%. Mentre i «bersagli» registrati in ‘ambientale’ erano solo 8 quell’anno cresciuto tra il 2014/2015 a 36, + 350%. Per quali inchieste allora, è possibile presumere, sono stati messi in campo tanti mezzi e con tali sforzi? Si faccia attenzione, le indagini sull’omicidio Tartari, gli altri fatti di sangue di questa estate (omicidio di Renazzo) e la scia delle rapine, assalti in casa, della banda Pajdek esclusi dal conteggio.

Inchiesta rogo a S. Biagio.

Una delle inchieste più importanti - e sulle quali non si è più saputo nulla o quasi - condotte in questo arco di tempo (12 mesi tra giugno 2014 e giugno 2015), potrebbe essere quella relativa all’incendio doloso nell’azienda Faro a San Biagio d’Argenta, quando nella notte tra il 9 e il 10 ottobre, ignoti hanno incendiato 10 camion spargisale della ditta che lavora su autostrade di mezza Italia: un gesto, dissero gli inquirenti, mafioso, di avvertimento.

Difficoltà negli organici. Questo è solo uno degli aspetti della giustizia cittadina, che si muove tra mille difficoltà. La prima la carenza d’organico, soprattutto del personale tecnico, vero motore per processi, udienze e inchieste. Dal punto di vista del personale togato (magistrati) Ferrara ha pochi buchi: mancano il presidente del tribunale (Pasquale Maiorano in pensione, regge il facente funzione Luca Marini) e si attende il Csm sulle 16 candidature .

Una giustizia europea. Secondo le tabelle del Csm, mancano solo 2 giudici tra civile e penale, mentre la procura può vantare l’en plein: 8 pm in servizio su 8 previsti e 9 su 9 i pm onorari.

Come ha sempre detto il presidente Maiorano, i dati sui processi e le risposte, veloci ed efficaci, «pongono il Tribunale di Ferrara ampiamente all'interno dei parametri europei». (d.p.)

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