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Corona interpreta “Vita spericolata” e Mariana incanta

Corona interpreta “Vita spericolata” e Mariana incanta

Jo Squillo azzarda paragoni con New York e Parigi Il segreto di Casadei: vino e ginnastica, meno donne

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CENTO. Il Carnevale fa rientro nella sua sede naturale, piazza del Guercino, e fa il pieno di vip. Dal discusso Fabrizio Corona che non può rilasciare interviste ma che canta “Vita spericolata” , alla sensuale Mariana Rodriguez, fresca di calendario sexy di For Men, a Raoul Casadei, mitico fondatore della mitica Casa del Liscio. Poi Jo Squillo, ormai centese d'adozione e conduttrice affascinate al fianco di Ivano Manservisi. E ancora Juliana Moreira e il Gabibbo, che si sono aggirati lungo il corso per registrare gli scatch per Paperissima Sprint. Infine l'inossidabile Osvaldo Bevilacqua, recordman della tv col suo Sereno Variabile e troupe al seguito. Tutti uniti da un denominatore comune: unire le loro professionalità per riempire di fascino e allegria l'edizione del “Ritorno al futuro” del carnevale di Cento. «È sempre emozionate come la prima volta - racconta Jo Squillo - questo è un evento unico e internazionale essendo gemellato con quello di Rio De Janeiro, ma anche molto legato al territorio. In questo momento mi piace essere di nuovo qua, in piazza Guercino, dopo i momenti terribili del terremoto, perché nonostante le scosse del terremoto, la nostra cultura, la nostra storia, anche paragonate a Parigi, New York, sono sempre bellissime ed impareggiabili». Una Jo Squillo carica come una molla che afferma di sentirsi a casa sua «qui a Cento: oramai mi faranno una statua, come quella del Guercino». Poi la grande energia di Raoul Casadei che dice di non guardare gli anni passare: «Faccio ginnastica, bevo la grappa, vado a caccia, bevo il vino; meno donne, perché ... la vita è così: viva la Romagna e viva il Sangiovese! È sempre un piacere ritornare qui a Cento». Per la prima volta a Cento, invece, Mariana Rodriguez, che dice di trovarla «bellissima, splendida ed accogliente la città del Guercino. Qui la gente è calorosa, nonostante la nebbia; tanti sorrisi che mi ricordano il mio Paese. Questo carnevale me lo immaginavo esattamente come lo avevo visto in tv, per me è stato un onore essere qui oggi. Porterò con me il ricordo bellissimo del calore delle persone». Per Osavaldo Bevilacqua, «è la terza volta che vengo a Cento e mi fa sempre piacere tornare qui: è uno di quei carnevali autentici, spontanei, con un'importante organizzazione ed una partecipazione molto sentita. Un carnevale coinvolgente. È una cosa entusiasmante che questa città ritorni a vivere a pieno il suo centro storico, il suo centro pulsante e vitale. Il pubblico - la battuta era facile facile - si è rasserenato». E chi più di lui si intende di “sereno”?

Giuliano Monari

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