FdI: servono le primarie per il candidato sindaco
CENTO. «Nessun candidato imposto o preconfezionato da Bondeno, Ferrara, Bologna o Milano. I candidati vanno valutati insieme, qui a Cento. E attraverso le primarie, i cittadini potranno scegliere la...
CENTO. «Nessun candidato imposto o preconfezionato da Bondeno, Ferrara, Bologna o Milano. I candidati vanno valutati insieme, qui a Cento. E attraverso le primarie, i cittadini potranno scegliere la persona più adatta». Con questa ferma presa di posizione, Paolo Matlì e Paolo Spath (Fratelli d'Italia) hanno confermato la necessità nel centrodestra centese di fare quanto prima le primarie per individuare il candidato sindaco unitario. L'intervento, in occasione della presentazione della lista Libertà per Cento da parte del consigliere Marco Mattarelli. «Si pensava – ha detto Paolo Matlì che ha ribadito l'autonomia locale di Fdi nella scelta - ci fosse già un tavolo di lavoro che, dopo 4 anni, poteva dare i suoi frutti, e sul quale ognuno poteva presentare quello che riteneva il giusto candidato, e valutare tutti assieme. Poi all'improvviso non è più così. Certo occorre essere uniti per vincere, ma se il sistema utilizzato, è quello di presentarsi dicendo, questo è il candidato... L'imposizione non è mai la strada giusta. Il candidato deve essere una persona competente, non il piaccione di turno. E devono essere i cittadini ad esprimere il loro parere attraverso le primarie». A motivare la presenza di Fratelli d'Italia, che non avrà un proprio candidato, ma è pronta a scendere in campo, il coordinatore provinciale Paolo Spath: «Il centrodestra può vincere, Lodi e la sinistra devono andare a casa. Non possiamo accettare che questa città rimanga nelle mani di chi ha amministrato nel peggiore dei modi. Quindi, chiunque abbia il coraggio e voglia di candidarsi, lo faccia, come ha fatto Mattarelli. Con le primarie, un confronto aperto per un candidato che sarà scelto dai cittadini, dai centesi. Chi non ne ha il coraggio, come farà ad amministrare Cento? Allora faccia un passo indietro, per il bene di questa città».
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