Gli azzerati di Carife «Decreto da rifare»
Ferraresi a Roma per protestare. Stavolta erano il gruppo più numeroso «Il bail in l’è na lez d’assassin». Tarroni: presto una manifestazione a Ferrara
ROMA. «Non sono uno speculatore». Lo ripetono come un mantra i risparmiatori Carife saliti ieri sul palco di piazza dei Santi Apostoli, a Roma, dove sono confluiti i clienti "azzerati" dei quattro istituti di credito travolti dal Salva banche. Ed è proprio quella ferrarese - la prima ad arrivare all'appuntamento - una delle delegazioni più numerose: impiegati, insegnanti, camionisti, agricoltori, molti pensionati.
Come Bruno Vendemmiati, 80 anni, che non ha esitato ad affrontare una levataccia per partire alle 3.30 alla volta della capitale per la manifestazione delle Vittime del Salva banche. Una cinquantina i ferraresi saliti sul pullman che a notte fonda ha varcato il casello di Ferrara Nord. Altri, da Goro, sono arrivati in treno. Altri ancora, pur non partecipando, hanno accettato di offrire un contributo per l' iniziativa.
A riunirli, incoraggiarli e motivarli è stato Mirko Tarroni, anima della reazione ferrarese partita dal web e ora confluita nel gruppo Facebook Risparmiatori Azzerati di Carife. «Come speculatori siamo piuttosto sprovveduti - è l'amara ironia di Tarroni - Le subordinate rendevano meno di un bot decennale». Per non parlare delle azioni, specie quelle comprate nel 2011per l'aumento di capitale «non certo allo scopo di arricchirsi ma per sostenere la banca della propria città».
Lo rivendicano, sul palco di una piazza romana meno piena del previsto, gli stessi azzerati: «Il bail in l'è na lez d'assassin».«Mi hanno fregato i soldi che mi servivano a pagare le tasse». «Non sono un pericoloso speculatore ma potrei diventare un pericoloso cittadino se non mi ridanno i miei soldi».
Cosa resta allora? La "Fuga da Bancatraz"come recita uno dei cartelli? Oppure bisogna annunciare "Cercasi materassi per i prossimi risparmi". C'è chi si rifà agli spot automobilistici: "Cariferrara da 10.000 euro a 0 euro in pochi minuti". Ma lo slogan che più li rappresenta è "Ferrara azzerata ma non rassegnata". «Non si può inventare il bail in per pagare con i nostri soldi i debiti fatti da altri. Il governo doveva impedire questa ingiustizia».
I relatori si passano il testimone: risparmiatori delle altre tre banche, associazioni di consumatori, politici (molti pentastellati e un contestatissimo Maurizio Gasparri allontanato tra i fischi), il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli («e il nostro perché non c'è?» si domanda qualcuno).
Dal palco, ancora Tarroni sottolinea la peculiarità del caso Carife rispetto agli altri istituti: «Ci sentiamo meno truffati, le obbligazioni del 2006 non erano veri prodotti a rischio, ma è l'azzeramento operato dal governo a emergere come clamoroso, gettando migliaia di famiglie nel baratro quando la soluzione era già pronta». Il dito accusatore viene puntato su Abi, Bankitalia, Consob, Governo e sul Salva banche «che non doveva essere retroattivo ma riguardare solo le nuove emissioni: il decreto Salva banche va cancellato».
Così come «l’arbitrato non è la soluzione, ma parte del problema. Basta ascoltarli, i risparmiatori Carife, per capire che sono brave persone e non speculatori.
Che meritano rispetto e non elemosine. Non possono essere gli ultimi della società a rimetterci» conclude Tarroni promettendo una prossima iniziativa tutta locale da tenere a Ferrara.
Anticipata da un " blitz" in via Cesare Battisti 120, sede romana della Carife, che viene tappezzata di scritte come queste: “I risparmiatori azzerati e traditi chiedono giustizia”, “Risparmiatori azzerati sempre più infuriati”.
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