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E così la percezione si trasformò in realismo

Stefano Scansani

Il commento del direttore Scansani alle proposte del Pd in tema di sicurezza

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FERRARA. Eppur si muove! Non scomodo Galileo Galilei e la sua abiura della certezza che la Terra gira intorno al Sole, ma timbro il Pd ferrarese. Cioè: il maggior partito della città e della provincia, che governa la prima e ha egemonia sulla seconda, intravede che qualche problema sulla sicurezza c'è e, quindi, si muove. Era ora. Il Pd si è convinto che la sicurezza non è una percezione soggettiva e che, inesorabile, la microcriminalità esiste e s'allarga.


Il segretario provinciale Vitellio ieri ha presentato una piattaforma di 12 obiettivi-proposta. Essi vanno dalla dotazione di cani alla polizia municipale agli incentivi a chi monta porte blindate e sistemi d'allarme, dall'estensione di un terzo turno di reperibilità per i vigili alle convenzioni con la vigilanza privata e al maggior coordinamento tra le forze dell'ordine. Il felpato Pd locale sa di muoversi su un terreno molto popolato/occupato e assai insidioso, e perciò nel promuovere questa inedita iniziativa è ricorso a segni leggeri.

Ad esempio i 12 punti sono titolati dalla scritta #personasicura (quell'hashtag è certamente di centrosinistra renziano). Gli obiettivi-proposta, poi, hanno sovrimpressa la sagoma di tre plettri colorati, cioè i piccoli affari con i quali si suona la chitarra (strumento sociale). In fondo alla pagina appare un altro titolo: #puliamolacittà con a fianco ancora i plettri con la scritta Sicura - Azioni per il territorio.

E poi l'invito "Lascia la tua mail per diventare un volontario per rendere più bella la nostra comunità". Non si capisce che cosa c'entra quel #personasicura con #puliamolacittà, che cosa c'entra l'eventuale impegno ecologico-ambientale con il Pd in campo per la sicurezza. Come si connettono i due slogan? Perché uno apre e l'altro chiude il dodecalogo dem contro la microcriminalità? Anzi, a ripensarci, la compresenza di tranquillità nei quartieri e pulizia fa immaginare l'individuazione di volontari nell'ambito della sicurezza. Anche se, lo stesso Vitellio, si straccia le vesti nel sentir parlare e straparlare di ronde verdi leghiste e ronde gialle di Gol.

Ferrara è di fronte a una novità. Come ho scritto il felpato Pd sa di muoversi su un terreno molto popolato e assai insidioso. Popolato dalle forze d'opposizione, più che altro la Lega Nord che negli ultimi tempi è come stesse realizzando un piano d'accerchiamento del Comune: s'è inventata il suo Terminator (Nicola Naomo Lodi), fa trincee intorno al Palaspecchi, scopre case occupate abusivamente, denuncia miserie e degradi. E terreno assai insidioso, perché fino a oggi la critica ha vincolato la giunta Tagliani alle antiche dichiarazioni dell'assessore Sapigni sulla sicurezza in zona Gad («è una percezione soggettiva»), e perché proprio sulla materia oscilla paurosamente la fiducia dei cittadini per i partiti e l'amministrazione.

È in ballo quello che i sondaggisti chiamano gradimento, e i giornalisti invece definiscono realismo. Questo, a tutti gli effetti, è il neoprogramma del Pd ferrarese a fronte dell'evidenza e dell'attività pressoria dei cittadini e delle cronache quotidiane. I primi quattro punti-proposta però sono questi: certezza della pena, chi sbaglia deve pagare; governare; revisione della legge Bossi-Fini; pianta organica forze dell'ordine… L'indirizzo del destinatario non è a Ferrara, ma a Roma, sede nazionale del Pd e quindi Palazzo Chigi. Soltanto con la mobilitazione dei suoi parlamentari e quindi del partito a livello regionale, il Pd ferrarese sconfiggerebbe il timor panico di rincorrere una politica di destra. Ed eviterebbe di sentir salutare le sue iniziative per la sicurezza con un "eppur si muove!".
 

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