Fondazione Carife verso la fusione
Sì dell’assemblea, in pole Cento ma ci sono anche i ‘colossi’ Dibattito su azzeramento e quadrerie. Bordate a Bankitalia
La Fondazione Carife marcia spedita verso «un’aggregazione con altre fondazioni od enti benefici», come hanno deciso ieri assemblea e organo d’indirizzo. Il mandato esplorativo va approfondito «da subito», si legge nella nota conclusiva, «occorre quindi ripensare profondamente il modo di essere e operare del nostro ente. Sono in corso contatti a diversi livelli, pur se non conosciamo ancora alcuni dei fattori che potrebbero risultare essenziali per definire il quadro della situazione. Tra questi potrebbe risultare importante anche conoscere con chi si accaserà la Nuova Carife». La Fondazione ha in sostanza recepito l’invito della vigilia di Cesare Capatti, di guardare con interesse ad un’aggregazione con Cento, anche se lo sguardo si amplierà almeno alle Fondazioni vicine: Modena, Bologna, Ravenna, forse le romagnole. La regia, in ogni caso, sarà dell’associazione nazionale Acri. Tra gli altri mandati affidati al Consiglio d’amministrazione c’è quello di «procedere alla locazione o vendita di Palazzo Muzzarelli Crema». Ne risulta un altro, relativo alla sorte delle quadrerie: nei giorni scorsi è giunta a Palazzo Crema una lettera del ministero dei Beni culturali che pone un vincolo sui capolavori conservati nella Pinacoteca estense, mentre non fa cenno a quelli rimasti nel patrimonio di Carife. Il tema andrà approfondito.
Gran parte della discussione assembleare si è però incentrata sull’azzeramento della partecipazione in Carife, obbligata dal Salva-banche, e sulle iniziative anti-decreto. Il giurista Luigi Costato, ad esempio, ha eccepito sull’opportunità di “accettare” una conseguenza del Salva-banche, proprio mentre si chiede al Tar del Lazio di bocciarlo, e sulla proposta d’inserire una riserva si è discusso un po’. Per questo l’assemblea ha votato il punto con quattro astensioni.
Il presidente Riccardo Maiarelli, dal canto suo, ha lanciato altre bordate nei confronti di Bankitalia e del governo: «Che la situazione (della banca, ndr) a fine novembre fosse così deteriorata da richiedere il sacrificio totale degli azionisti ed anche quello degli obbligazionisti è stata un’amara sorpresa, e va chiarito come si sia potuto arrivare a questo risultato» ha detto, aggiungendo, con riferimento a quanto riportato nei giorni scorsi dai giornali, che «mai la Banca d’Italia aveva richiesto alla Fondazione di provvedere alla sostituzione degli amministratori di Carife spa». La ratifica della decisione di ricorrere al Tar è stata approvata all’unanimità. (s.c.)
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