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cittadini a 5 stelle cento e frazioni

«I terremotati ancora vittime di leggi e burocrazia»

«I terremotati ancora vittime di leggi e burocrazia»

CENTO. «Tra costi insostenibili e sgomberi forzati dai Map, annullamento del Cas ed eterne pratiche di recupero post sisma delle case, a causa della burocrazia, i terremotati restano vittime anche di...

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CENTO. «Tra costi insostenibili e sgomberi forzati dai Map, annullamento del Cas ed eterne pratiche di recupero post sisma delle case, a causa della burocrazia, i terremotati restano vittime anche di un sistema che si sta dimostrando fallimentare». Sono i Cittadini a 5 Stelle Cento e Frazioni, ad affrontare il tema dei moduli abitativi provvisori, facendo un focus sui i problemi che i terremotati, a tre anni e mezzo dal sisma, devono ancora affrontare. «Sono due anni – spiegano dal gruppo - che insistiamo sulla necessità che, Regione, Acer e Comune, assieme ai residenti, predispongano un percorso di uscita dai Map». Un piano che «interessi tutte le persone presenti nei moduli provvisori». Ma nel frattempo «Acer si è defilata, e la questione si è ridotta a essere affrontata dai servizi sociali dei Comuni». E nel ricordare che «la Regione ha istituito un Fondo di 1milione di euro, che si è dimostrato insufficiente», i Cittadini a 5 Stelle rimarcano: «I terremotati ospitati nei Map, di cui molti senza lavoro, oltre a dover sostenere i costi di una casa inagibile, su cui magari dover pagare il mutuo, si sono trovati a sostenere anche le altissime spese dei consumi elettrici dei moduli. A rimetterci, persone fragili, come famiglie numerose o anziani». Poi a dicembre, l’ordinanza di sgombero, «nel centese con l’uscita di 5 famiglie (3 a Cento e 2 a Casumaro) che in precedenza erano in un’abitazione in affitto. Un metodo inaccettabile dal punto di vista umano, che dimostra il fallimento di quel percorso di uscita di cui le istituzioni si erano, almeno a parole e con la creazione del fondo, ripromesse di farsi carico». «Con i fondi stanziati dalla Regione, per il Comune di Cento alcune decine di migliaia di euro, perché non si sono aiutate queste persone a trovare una sistemazione prima di arrivare allo sgombero forzato? A cosa sono stati utilizzati questi fondi? Il problema è ancor più ampio, se si pensa a tutti coloro che sino a fine 2015 usufruivano del Contributo di autonoma sistemazione (Cas), con il quale pagavano l’affitto di una seconda abitazione, in attesa della sistemazione della prima. E ora, che il Cas non esiste più, e la casa di proprietà non è ancora agibile per procedure di recupero lunghe e contorte?». «Nel centese, tra il villaggio Map di Cento, quello di Casumaro e quello di Alberone, saranno rimasti circa 15 famiglie ancora residenti (3 ad Alberone, 5 a Casumaro, e i restanti a Cento). Dei 44 moduli iniziali realizzati, una ventina sono stati liberati. Il problema, come le istituzioni preferiscono pensare, non è il terremotato, ma la burocrazia». (be.ba.)

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