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boldrini (pd) lavora sui criteri dell’arbitrato

«Salva-banche, offesa allo stato di diritto»

«Salva-banche, offesa allo stato di diritto»

Ferraresi (M5S): carenza normativa. Fabbri (Lega): ripristinare l’opzione del Fondo

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Continua ad essere uno dei terreni preferiti dello scontro politico, il Salva-banche. All’attacco in particolare M5S e Lega Nord, ma anche il Pd prende spunto dalla manifestazione dei risparmiatori di ieri per incalzare il governo, in particolare sull’arbitrato. «Oltre che immorale e incostituzionale, l’azzeramento dei risparmi dei cittadini deciso con il decreto ‘svuota-banche’ è anche illegittimo» attacca il deputato Vittorio Ferraresi (M5S). Il riferimento è al fatto che la risoluzione poggia giuridicamente sul bail-in che formalmente scattava l’1 gennaio 2016, «governo e Bankitalia hanno azzerato a novembre i risparmi di decine di migliaia d’investitori in ragione di una norma che sarebbe entrata in vigore solo a gennaio - sostiene Ferraresi - C’è un chiaro problema di carenza normativa che offende lo stato di diritto. Vi immaginate cosa accadrebbe se, per esempio, il governo stabilisse oggi con un decreto che aumenterà l’aliquota Iva del 25% nel 2018 e poi l’aumento scattasse improvvisamente fra una settimana?». In realtà la questione è stata sollevata da subito, e tra l’altro è stata inserita nel ricorso di costituzionalità della Fondazione Carife. Bankitalia e i vertici delle nuove banche hanno sempre sostenuto che il decreto legislativo sul bail-in contiene la possibilità di applicare in anticipo, cioè prima dell’1 febbraio, il burden sharing, cioè il coinvolgimento almeno di azionisti e obbligazionisti subordinati. La vera questione, sollevata per paradosso l’altro giorno dallo stesso governatore Ignazio Visco, è relativa agli effetti devastanti di questa retroattività, che le commissioni Finanze della Camera e del Senato avevano cercato di scongiurare con una clausola di salvaguardia (non si toccano le obbligazioni fino al 2019), poi svanita nel percorso di approvazione da parte del Consiglio dei ministri.

Alan Fabbri (Lega) non ricorre a sofismi legali, «la piazza di domenica ha ragione: il Salva-banche è un atto di tradimento, una copertura in stile massonico per garantire un salvacondotto ai banchieri amici. Va cancellato e, nel caso di Carife, va ripristinata l’opzione del Fondo interbancario. Il problema è solo politico». Di qui l’appello del consigliere regionale al governo e al capo dello Stato, «troppe ombre e misteri, gli atti di Bankitalia sono stracolmi di omissis».

I parlamentari ferraresi stanno intanto continuando a lavorare sui requisiti di ammissione all’arbitrato, che nella loro versione iniziale rischiavano di escludere tutti i risparmiatori Carife. «Ne ho parlato all’inizio della scorsa settimana con i colleghi più in contatto con il governo, anche alla luce della manifestazione molto partecipata di domenica è doveroso guardarci molto bene» fa presente la deputata Paola Boldrini (Pd). È appunto della scorsa settimana il rinvio della decisione da parte di governo e Autorità anticorruzione.

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