La Nuova Ferrara

Ferrara

dall’8 gennaio ad oggi

Troppe emergenze in un mese Ma nessun effetto inquinante

Terzo boato in un mese. Terzo incidente allo stesso impianto, F10 di Versalis. E a questi incidenti si sommano i tanti altri problemi innescati dalle torce di emergenza del Petrolchimico che hanno...

1 MINUTI DI LETTURA





Terzo boato in un mese.

Terzo incidente allo stesso impianto, F10 di Versalis. E a questi incidenti si sommano i tanti altri problemi innescati dalle torce di emergenza del Petrolchimico che hanno illuminato le notti ferraresi, problemi che hanno portato in Prefettura la settimana scorsa al primo Tavolo di confronto tra aziende e tecnici dei controlli pubblici.

La successione dei boati inizia l’8 gennaio (l’ultimo del 2015 era di fine luglio) quando il disco di rottura dell’impianto di Versalis salta e “accende” - dopo le torce di emergenza di LyondellBasell e Yara - la massima attenzione di Arpae sul Petrolchimico. Già in quella occasione, a reattore fermo, i tecnici Arpa sono intervenuti sulle cause di attivazione dei dischi di rottura.

Il 15 gennaio, poi, altro botto, stesso impianto: boato seguito da sbuffo di fumo giallo (etilene con acqua in atmosfera). Stesso incidente come quello di una settimana prima con i tecnici a rassicurare che si tratta di un inconveniente che si verifica di rado, percepibile all’esterno con forti rumori e quel fumo che non ha ricadute o effetti inquinati. Ieri, altro boato, e altra paura della gente.

E l’impianto F10 che si ferma e resterà fermo fino a che non si troverà la vera causa e si avranno garanzie sicure per il riavviamento.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google