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Un altro boato e la città si spaventa

di Daniele Predieri
La tipica fumata gialla che si forma dopo il boato
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La tipica fumata gialla che si forma dopo il boato

Tre episodi in 24 giorni. Scatta l’emergenza nel reparto F10 di Versalis: l’impianto resterà fermo fino a che verrà trovata la causa del guasto

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C’è chi stava facendo la spesa al Bennet e nel centro commerciale Diamante, e per la paura è schizzato fuori, nel piazzale, per il forte boato, avvertito in modo fortissimo soprattutto a Ferrara Nord. E poi in cielo, sopra il Petrolchimico, ha visto l’alta colonna di fumo giallo a indicare il punto da cui si era sprigionato quel rombo. Un boato causato dal solito problema all’impianto F10 di produzione del polietilene, impianto dell’azienda Versalis, all’interno del Petrolchimico. Il solito, perchè ormai il boato si ripete troppo spesso, tre volte nel giro di 24 giorni, dall’8 gennaio a ieri mattina. Tutta colpa, anche questa volta, della pressione troppo alta all’interno del reattore dell’etilene, che, come una grande pentola a pressione - traducono in volgare i tecnici - ha bisogno di sfiatare, per sicurezza, quando la pressione altissima rischia di pregiudicare l’impianto stesso.

E dire che il botto di ieri mattina era ben meno rumoroso di quello di un paio di settimane fa (il 15 gennaio), mentre boato e fumi gialli - ricordiamo - sono conseguenze dei dispositivi di sicurezza che entrano in azione con la rottura del disco dell’impianto: dunque è un bene - dal punto di vista tecnico - che vi siano entrambi, boato e fumi. I tecnici intervenuti ieri mattina hanno ribadito che non vi sono effetti o ricadute per sicurezza e salute pubblica, rassicurazioni nette, ripetute per l’ennesima volta in un mese.

E così, pochi minuti dopo quel boato, alle 10.30 di ieri mattina, sono subito entrati in azione i vigili del fuoco, arrivati al Petrolchimico con i tecnici dell’Ifm, la società di servizi di sicurezza interni, per un sopralluogo e per verificare e valutare coi responsabili degli impianti di Versalis cosa era successo e cosa fare. E se al momento le cause della attivazione dei sistemi di sicurezza sono ancora da scoprire, la prima decisione è stata quella di fermare l’impianto F10 e al momento l’azienda ha deciso, in via cautelativa, che non verrà riavviato finchè non si capirà cosa possa essere accaduto.

Lo stesso prefetto Michele Tortora, che aveva convocato un Tavolo di confronto sui problemi della chimica la settimana scorsa, è stato subito avvertito e nel primo pomeriggio anche i tecnici dell’Arpae sono intervenuti per le verifiche sull’ennesimo incidente.

Tra i tecnici dell’Arpae inviati sul posto dall’agenzia regionale sulla sicurezza del luogo di lavoro anche gli esperti della sezione «Impianti a rischio rilevante». A conferma della situazione seria innescata dai frequenti incidenti che si ripetono con una cadenza mai verificata prima. Incidente che crea paura e preoccupazione tra la gente e incide - ovviamente - sulla perdita di produzione in quanto l’impianto fermo ‘brucia’ soldi a valanga: 200mila euro al giorno di mancato prodotto e Versalis, dunque, ha piena consapevolezza del problema che crea l’impianto fermo e che non potrà ripartire prima di aver capito la causa del terzo incidente in un mese. Per convincere ancor di più l’azienda della necessità di fermare l’impianto, in mattinata, oggi, i dirigenti dei Vigili del Fuoco e di Arpae invieranno una lettera a Versalis in cui ribadiscono la necessità di non far ripartire l’impianto fino a che non venga trovata soluzione a un problema che si riassume così: «Lo stesso incidente non si può ripetere ogni 10 giorni».

Gli stessi sindacati sono stati avvisati ieri mattina e hanno chiesto subito un incontro all’azienda per valutare e trovare le soluzioni possibili.

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