Ancora aperte le indagini a Comacchio
COMACCHIO. Il caso che vede il frate suicidatosi a Comacchio nel 2010 legato al cosiddetto convento “degli orrori” di Frigento, in provincia di Avellino, è tutt’altro che chiuso per quanto riguarda l’...
COMACCHIO. Il caso che vede il frate suicidatosi a Comacchio nel 2010 legato al cosiddetto convento “degli orrori” di Frigento, in provincia di Avellino, è tutt’altro che chiuso per quanto riguarda l’episodio avvenuto nela chiesa di Santa Maria in Aula Regia. Troppo intricata la situazione perché la Procura della Repubblica di Avellino - la prima ad interessarsi al caso - dedica a priori di abbandonare anche solo una delle tante piste che partono da Frigento. D’altronde, il ricco dossier lasciato da padre Fidenzio Volpi - commissario apostolico inviato da Roma a Frigento per indagare su strane voci legate in particolare a reati di natura economica - pur citando in due sole pagine Comacchio,apre scenari che andrebbero ad avvalorare quanto scritto dall’uomo religioso durante le proprie ricerche. E così, quando lo scorso giugno padre Volpi è morto in modo misterioso, lasciando al proprio avvocato tali documenti, poi girati alla Procura di Avellino, sono iniziate le prime indagini, le quali sono ancora in corso e sono state allargate alla Procura della Repubblica di Roma. Solo al termine di queste si potrà dire se il presunto caso relativo alla morte di frà Emanuele Maria Rabanser (trovato impiccato nel settembre del 2010 in uno sgabuzzino della chiesa di Comacchio) sia da ritenere chiuso o meno. (d.b.)
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