La Nuova Ferrara

Ferrara

il mistero di comacchio

Dentro il cuore trafitto una fattura diabolica

Annarita Bova
Dentro il cuore trafitto una fattura diabolica

Parla don Graziano Donà, uno degli esorcisti della diocesi di Ferrara. "Sono stato chiamato a Lido Volano. E sul fatto non ci sono dubbi".

3 MINUTI DI LETTURA





LIDO VOLANO. Un rito diabolico, dietro al quale c’è un disegno ben preciso. Il cuore traffitto da chiodi trovato su un piccolo altare tra la spiaggia e la pineta a Lido di Volano, potrebbe raccontare tanto su quanto è accaduto (e forse sta ancora accadendo) in quelle poche centinaia di metri di litorale. Tanto che don Graziano Donà, uno dei quattro esorcisti della curia di Ferrara, si è già mosso e sta approfondendo il caso da diversi giorni.

«Ritengo che si tratti di una fattura - spiega don Graziano - Non posso certo dire chi sia il responsabile e perché l’abbia fatto, ma ci sono segnali ben precisi che non possono essere sottovalutati». Ed è sempre il prete esorcista a dire con convinzione che «non può trattarsi di un balordo o di una persona che ha messo in scena tutto per fare uno scherzo. Guardando le immagini, visitando il luogo si legge una certa ritualità e nulla è stato affidato al caso». I chiodi di diverse dimensioni conficcati con un ordine ben preciso, i “capelli” biondi posizionati in cima, le piume ma soprattutto il sangue e le interiora di animale «non lasciano spazio a molti dubbi, tanto che sono stato immediatamente chiamato a Comacchio e in Santa Maria in Aula Regia è stata celebrata una messa di riparazione con una preghiera specifica. Farò anche un giro sul posto, per capire meglio».

In realtà, stando ad alcune indiscrezioni, don Graziano si sarebbe già recato a Lido Volano assieme alla persona vittima della fattura. E il cui nome non è certo un segreto per nessuno: si tratta dello scultore Enrico Menegatti, le cui opere (realizzate durante l’estate proprio in quel tratto di litorale) sono già state distrutte diverse volte e qualche pezzo delle stesse poi utilizzato per portare a termine il rito. «Non penso che si volesse colpire lui - precisa don Graziano - anzi, tenderei ad escluderlo. Piuttosto ad essere preso di mira è il luogo. Non ho mai approfondito le caratteristiche della ritualità magica, ma posso dire che le interiora di animale vengono utilizzate per lanciare messaggi ben precisi». Quali siano, il sacerdote non lo dice. Considerato che il cuore utilizzato potrebbe essere quello di un cervo e che intorno c’erano la carcassa e le piume di un gabbiano (o di un’oca), si potrebbe forse parlare di “estispicina”, pratica divinatoria che consiste nell’analisi delle interiora degli animali sacrificati (soprattutto caprini e volatili). Questa pratica, parallela all’interpretazione del volo degli uccelli e delle scie luminose dei fulmini o altri presagi, era rivolta a scoprire il volere delle divinità e spesso faceva parte di un rituale che i Romani chiamavano extispicium. «Chi ha portato avanti il rito - va avanti don Graziano - sapeva perfettamente come muoversi. Qui c’è di mezzo la magia e si parla di atteggiamento diabolico, inteso proprio come volontà di fare del male. Diabolico, attenzione, è diverso da satanico. Diabolico comprende le attività del demonio, nel satanico c’è invece un intervento diretto di satana». A questo punto il prete esorcista si ferma. «Bisogna fare molta attenzione quando si affrontano argomenti del genere perché non esiste una via di mezzo: o è troppo o è niente; ecco perché noi sacerdoti dobbiamo agire con molta discrezione. Non vanno fatti allarmismi, ma nemmeno sottovalutare l’accaduto». A preoccupare è il linguaggio che è stato usato, la macabra ritualità cui si è fatto ricorso. «Ecco quindi che non è solo un problema da preti ma va visto in un’ottica più ampia. Insomma, parliamo di diritti e di pace ma poi portiamo avanti cose del genere? Il discorso è quindi soprattutto sociale. E no, vi assicuro che non è stato un matto. Un matto queste cose non le fa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google