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Guasti a Versalis, stop di almeno 10 giorni

Guasti a Versalis, stop di almeno 10 giorni

Anche tecnici esterni per individuare le cause del problema, escluso l’errore umano

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Resterà fermo almeno una decina di giorni l’impianto F10 di Versalis dopo l’ennesimo guasto che ha fatto saltare il disco di rottura con un boato spaventoso, seguito da una fumata gialla dalle ciminiere.

Dieci giorni è il tempo minimo chiesto dai tecnici per effettuare tutte le verifiche mirate ad accertare le cause del problema, cause che per ora restano ignote, al punto che sarà chiesto anche il contributo di professionalità esterne al Petrolchimico.

Nell’incontro che si è tenuto ieri tra le tre organizzazioni sindacali, le Rsu e i rappresentanti dell’azienda, sono stati esclusi fattori legati alla conduzione dell’impianto (e quindi all’errore umano), così come alla pulizia e alla manutenzione.

Dopo i precedenti episodi dell’8 e del 15 gennaio, erano state sostituite alcune linee dell’impianto, per prevenire ulteriori disguidi. Non solo: in questo periodo era in corso una produzione di base, proprio per garantire il funzionamento ottimale dell’impianto.

Il problema, però, si è riproposto ugualmente, proseguendo una serie ravvicinata di tre episodi nell’arco di appena 24 giorni.

A far saltare il disco di rottura (un dispositivo di sicurezza) è stata, ancora una volta, l’eccessiva pressione all’interno del reattore dell’etilene, che ha fatto appunto scattare la “valvola di sicurezza” necessaria a sfiatare la pressione eccessiva e scongiurare rischi all’interno dell’impianto. Paradossalmente, dunque, il boato che tanto allarme a creato in città e il fumo giallo sono proprio la dimostrazione che i dispositivi di sicurezza hanno funzionato a dovere.

«La rottura del disco di sicurezza - sottolinea il segretario provinciale del Chimici della Cgil, Fausto Chiarioni - non comporta alcun pericolo di tipo ambientale. L’esplosione crea comprensibile allarme, ma si tratta in realtà proprio del meccanismo necessario a risolvere il problema di un eccesso di pressione all’interno dell’impianto».

Ma il boato, fortissimo, è stato motivo di panico e paura per molti ferraresi. Così come la visione della lunga colonna di fumo giallo non ha mancato di suscitare timori sull’inquinamento dell’aria nonostante le rassicurazioni dei tecnici Arpa. Per questo, conclude Chiarioni, nel corso dell’incontro con Versalis i sindacati hanno chiesto «di attivare forme di comunicazione più incisive, organizzando incontri con la cittadinanza allo scopo di informare, e rassicurare, su quanto sta avvenendo al Polo Chimico e mantenere un rapporto di fiducia e trasparenza».

L’altra sfida è quella di una individuazione rapida del problema: qui davvero il tempo è denaro, ogni giornata persa costa 200mila euro di mancata produzione.(a.m.)

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