La Nuova Ferrara

Ferrara

«Il prete è stato assolto ma la punizione resta»

«Il prete è stato assolto ma la punizione resta»

L’avvocato Maruzzi: «Il mio assistito è ancora sospeso a divinis dalla Curia» Ieri aperto il processo per estorsione e calunnia all’uomo che lo denunciò

2 MINUTI DI LETTURA





«Non mi spiego il fatto che, a tutt’oggi, dopo l’assoluzione in appello decisa a settembre, chiesta dalla stessa Procura Generale, non sia stata ancora revocata la sospensione a divinis disposta nei confronti del sacerdote dopo la condanna in primo grado. Forse per la Curia il prelato, in attesa della definitività della assoluzione, è ancora da ritenersi presunto colpevole?» A chiederselo è l’avvocato Claudio Maruzzi, il difensore del sacerdote ferrarese finito a processo con l’accusa di aver molestato sessualmente un bambino di quattro anni, condannato in primo grado nel giugno del 2014 e assolto con formula piena in appello lo scorso settembre. L’occasione per sollecitare la piena riabilitazione religiosa del suo assistito è stata l’apertura, ieri, del processo per tentata estorsione e calunnia che vede imputato il padre di quel bambino, processo nel quale il sacerdote si è costituito parte civile.

All’udienza di ieri il giudice Alessandra Testoni ha ammesso tutti i testimoni, in tutto una trentina, indicati dal pubblico ministero, dalla difesa e dalla parte civile, oltre che i due consulenti indicati dalla stessa parte civile: si tratta di una psicologa che, spiega Maruzzi, « dovrà riferire sulle condizioni psicologiche in cui versava il prelato all’epoca in cui si determinò a denunciare l’imputato per le minacce estorsive e la continua delegittimazione perpetrata a suo danno», mentre il secondo consulente «ha ricostruito gli orari di arrivo del sacerdote alla festa di compleanno del figlio dell’imputato, incompatibile con la versione di taluni testimoni; in quell’occasione sarebbe maturata la denuncia a carico del sacerdote per molestie ai danni del figlio». Il legale ricorda inoltre che la Corte d’Appello, nell’assolvere il sacerdote, «ha riconosciuto il prelato vittima di reiterata azione predatoria da parte dell’ imputato che deve rispondere anche di calunnia per quella denuncia, per l’accusa ritenuta falsa». Il processo riprende il 2 novembre (testi del Pm e il 16 e 30 novembre per gli altri testimoni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google